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Curdi a Castel del Piano, la conoscenza facilita l’integrazione Breaking news, Cultura

Castel del Piano –  Si è svolta a Castel del Piano, il giorno 29 gennaio, una assemblea indetta dalla comunità curda presente nel comprensorio amiatino. L’incontro, aperto alla popolazione, aveva come ospite d’eccezione uno degli avvocati di Apdullah Ocalan, il capo del PKK (partito dei lavoratori curdi) detenuto all’ergastolo nell’isola di Imrali. L’ospite ha parlato alla folta assemblea della mancanza assoluta di garanzie umanitarie in cui versa il noto prigioniero, dal 15 luglio 2016, data in cui il presidente turco Erdogan ha stretto le maglie del proprio potere sul Paese. Ocalan, detenuto dal 1999 per attività di separatismo considerata illegale, rappresenta un po’ il simbolo del popolo curdo che aspira alla propria autodeterminazione.

I curdi presenti sul territorio amiatino sono circa 230 ed è dal 2002 che vi si sono stanziati con le loro famiglie per sfuggire alle persecuzioni turche; quasi tutti, infatti, sono richiedenti asilo politico. L’80% di essi lavora nell’agricoltura, come operai nei vigneti e oliveti della campagna di Montenero, il restante nell’edilizia. La loro opera è molto apprezzata, in quanto anche in Kurdistan svolgevano simili lavori.

Metin Tunc è il portavoce ufficiale e ci tiene a sottolineare che il rapporto con la popolazione locale è improntato alla correttezza reciproca e molto amichevole. Infatti, nelle festività curde ( 21 marzo, capodanno curdo; 15 agosto, inizio della lotta contro il regime turco; 27 novembre, nascita del PKK) vengono invitati nelle celebrazioni paesani e le autorità locali. Per contro, capita di vedere giovani curdi fare parte attiva delle contrade paesane che esprimono la loro attività nella festa del palio del 8 settembre.

Le difficoltà maggiori sono quelle legate alla lingua, ma in molti seguono corsi di italiano.
Metin è convinto che uno degli aspetti sui quali è necessario lavorare molto sono le iniziative per promuovere l’integrazione con la popolazione locale. a questo proposito sono stati organizzati in passato eventi alla presenza di Marco Revelli, scrittore, Ivan Grosni, giornalista,  e prossimamente è previsto un incontro con Zero Calcare per parlare di fumetti.

Molti, pur avendo trovato sull’Amiata  un luogo di pace in cui vivere e lavorare, vorrebbero tornare nella loro terra d’origine, e coltivano la speranza che un giorno questo possa avverarsi per ricongiungersi con i parenti e amici che sono rimasti in patria. Nel frattempo ritengono importante sensibilizzare la comunità internazionale sulla condizione di oppressione in cui versa il popolo curdo e l’11 febbraio, a Milano è prevista una grande manifestazione nazionale per denunciare la situazione curda e promuovere l’informazione sulla grave situazione politica che costringe molti a migrare in altri stati.

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