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Cyberbullismo, un fenomeno sempre più diffuso Internet

La lotta al bullismo on-line ha una nuova arma. Si tratta del “Codice di Autoregolamentazione per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo”, la cui prima bozza è stata approvata oggi, mercoledì 8 gennaio, a Roma. Il vice-ministro dello Sviluppo Economico, Antonio Catricalà, ha presieduto il tavolo capitolino dedicato al contrasto del bullismo digitale, riunitosi di modo da studiare uno strumento con cui impedire il proliferare del fenomeno. Insulti e diffamazioni sono sempre più frequenti sulla rete e non è raro che le vittime di cyberbullismo compiano gesti disperati in quanto presi in giro on-line, ossia pubblicamente.

Al tavolo romano hanno partecipato anche i rappresentanti di Mise, Agcom, Polizia postale e delle comunicazioni, Autorità per la privacy, Garante per l’infanzia, Confindustria digitale, Assoprovider, Google, Microsoft ed altri. Catricalà ha spiegato, al termine dell’incontro, che si è trattato del primo tavolo tecnico dedicato al fenomeno in Italia. “Voglio esprimere la mia soddisfazione – ha dichiarato – per la collaborazione ricevuta non solo dalle Istituzioni ma anche dagli operatori della Rete su un tema così delicato e rilevante per la vita dei nostri giovani e giovanissimi”.

Quanto al contenuto del “Codice”, sarà consultabile per 45 giorni sul sito Internet del Ministero dello Sviluppo Economico, di modo che gli utenti del web possano apportarvi utili correttivi per migliorarlo. La rete, infatti, dovrebbe essere uno strumento di comunicazione e tutti i suoi utenti dovrebbero essere tutelati dalla diffamazione. Per questo sia gli operatori del settore che le istituzioni dovranno, anche in futuro, dotarsi di strumenti di controllo sempre più raffinati. Internet, in fondo, è una realtà in costante evoluzione e, con essa, devono ogni giorno aggiornarsi anche le sue regole.

Nel Codice è per questo previsto che chi opera on-line si debba impegnare ad attivare dei meccanismi di segnalazione di eventuali casi di cyberbullismo, di modo da stroncare sul nascere il fenomeno. Ogni pagina visualizzata, stando al Codice, dovrebbe contenere meccanismi di segnalazione del cyberbullismo ben visibili. Semplici e diretti messaggi, insomma, che l’utente più giovane o meno capace di difendersi possa utilizzare per eventuali segnalazioni di rischi di diffamazione. Al momento è questo il più efficiente correttivo trovato per contrastare un fenomeno che, purtroppo, sta divenendo sempre più frequente in rete.

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