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Da Boldini a De Pisis Cultura

Un generoso e fruttuoso “gemellaggio espositivo”, così l’ha definito Cristina Acidini, questo tra Firenze e Ferrara, pur se nato da un disastroso accidente, come il sisma del maggio scorso. Firenze dimostra “vicinanza e solidarietà” a Palazzo Massari, sede delle collezioni dell’Ottocento delle Gallerie  d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, chiuso per restauri, apprezzando la volontà e il “modo illuminato” con cui la città mette a disposizione i suoi sommi capolavori, tra cui dei De Pisis e dei Boldini strepitosi.
Simonella Condemi, direttrice della Gam che ha coordinato con Alessandra Griffo le due mostre a Pitti e a Villa Bardini, mette in evidenza "il dialogo museale" tra le due istituzioni fiorentine che puntano sulla cultura figurativa del Novecento..
Alla Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti sono esposte 35 opere, tra dipinti e sculture: dal simbolismo letterario di Giovanni Muzzioli e Gaetano Previati, alle allegorie malinconiche nelle sculture di Angelo Conti ed Arrigo Minerbi. In questa sede, in cui si traduce il nuovo pensiero del primo Novecento, si possono ammirare tre capolavori di Giovanni Boldini sorprendenti rispetto al repertorio ritrattistico più noto del pittore: due nature morte (Un angolo della mensa del pittore; Le mele calville) e la Marina a Venezia. Meritano menzione le Venezia di Giuseppe Mentessi (Sagrato della Basilica di San Marco), e l’inquadratura del ponte di Charing-Cross  a Londra di Alberto Pisa.
A Villa Bardini 26 opere documentano le collezioni ferraresi prendendo avvio dal Romanticismo storico di Gaetano Turchi, Girolamo Domenichini e Giovanni Pagliarini, seguito dagli autoritratti dei principali artisti locali – da Giuseppe Mentessi a Giovanni Boldini (i visitatori apprezzeranno il suo volto particolare scolpito questo da Gemito) –  per giungere al simbolismo di Gaetano Previati con il capolavoro assoluto Paolo e Francesca (1909). In queste stanze è presente un nucleo rilevante di ritratti del grande Giovanni Boldini, opere di tono internazionale, create con la sua pittura fatta di pennellate ariose e guizzanti che gli artisti suoi contemporanei non hanno mai uguagliato. Tra i più mirabili quelli dei nobili Subercaseaux, la dama in rosa spumeggiante (foto 1) e piccolo vestito di bianco perlaceo. Denso di ombre notturne eppure mosso da un turbine di forze, il dipinto dei cavalli di notte a Montmartre.
Documentare il passaggio dal simbolismo all’avanguardia e al futurismo il bel saggio di Chiara Vorrasi che si incentra sulle figure tele di Previati e include le barche in fiamme di Arnoldo Bonzagni ed un bronzo segmentato di Annibale Zucchini. Vorrasi ci segnala inoltre, il modernissimo Bove di Carrà, e la Giustizia di Sironi. Interessante anche le analogie di Roberto Melli con la Scuola Romana (foto 2).
L’ omaggio al Novecento ferrarese naturalmente comprende una tra le più importanti collezioni di opere del grande artista – poeta Filippo De Pisis, che racconta la sua personalissima visione  attraverso nature morte, ritratti, vedute parigine, fiori  dipinti con il suo stile rarefatto e sintetico. Condemi a questo proposito, ha voluto allestire in galleria stralci di poesie scritte da vari artisti presenti, come questo verso “coloratissimo” di De Pisis nel 1922: “In fondo colore birra sopra a piante verde fondo dei giardini”
In parallelo a questa sezione novecentesca, la Galleria d’arte moderna propone una piccola ma significativa  selezione dai suoi depositi presentando al pubblico opere poco viste degli stessi autori presenti in mostra ovvero Boldini, Minerbi, De Pisis, Carrà  e Sironi. C’è tempo fino al 19 maggio per godersi lo spettacolo.
    


 

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