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Concordia, deroga ‘anti-inchini’ proposta a Livorno Cronaca

Livorno approva una deroga al neonato decreto 'anti-inchini', che prende il soprannome dalla manovra di avvicinamento contestata al comandante della Costa Concordia, naufragata al Giglio il 13 gennaio, con un tragico bilancio di 34 vittime, tra morti accertati e dispersi.  L'ordinanza prevede cioè delle eccezioni per le navi mercantili. La Giunta labronica spiega, in una nota, di aver espresso "parere favorevole alla bozza di ordinanza predisposta dalla Capitaneria di Porto di Livorno, che, pur tesa a garantire in sicurezza la navigazione nel circondario marittimo di Livorno e in particolare in prossimità dell'isola di Gorgona e delle Secche della Meloria, prevede per le navi mercantili dei limiti di differenti da quanto stabilisce il decreto". L'assessore comunale alla Valorizzazione del terrotorio, Mauro Grassi, difende la deroga predisposta dalla Capitaneria "perché individua un corridoio che consente la piena operatività del Porto di Livorno" .

Il limite di 2 miglia non vale più dunque per le navi mercantili in un'area contigua al cono di ingresso e di uscita delle navi
dal Porto di Livorno.
"Per l'isola di Gorgona si vieta la navigazione – continua la nota della Giunta – l'ancoraggio e la sosta di navi mercantili superiori a 500 tonnellate nella fascia di mare che si estende per 0.7 miglia dal perimetro esterno del limite a mare del Parco dell'Isola di Gorgona così come previsto dal Decreto 22.07.1996". Ma, viene precisato, "il canale di accesso/uscita dal porto che permette lo sbarco di merci e passeggeri in possesso delle necessarie autorizzazioni, sarà disciplinato a parte".

Legambiente: "non è possibile ridurre i limiti proprio qui"Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana, replica all'assessore Mauro Grassi: "Avevamo già detto che il decreto anti-inchini aveva dei 'buchi' per alcune isole, vediamo che se ne stanno facendo altri e proprio dove ci sono i Parchi nazionali e le Aree marine protette che il decreto rotte avrebbe dovuto difendere meglio. Non è possibile che un decreto nazionale fissi dei parametri per ragioni di sicurezza, partendo proprio da quanto è successo nell'Arcipelago Toscano, e poi, per le stesse ragioni, questi limiti vengano ridotti proprio a Livorno". "Ci aspettavamo – accusa Mazzantini – qualche diversificazione per le rotte dei traghetti, ma così si va nella direzione contraria rispetto a ciò che chiedevamo".

Foto www.roadtvitalia.it
 

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