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Da Milano alla Toscana, Villa Rospigliosi si anima di “Realismo e altre cose” Cultura

Pistoia – Una collezione che da Milano arriva in Toscana andando a impreziosire una dimora storica come Villa Rospigliosi nel pistoiese. Dopo l’attento e illuminato restauro della villa, che fu voluta da Clemente IX e ideata da Gian Lorenzo Bernini, prende il via la stagione espositiva di Villa Rospigliosi che oggi, sabato 24 ottobre 2015, inaugura la permanente “Realismo e altre cose” Opere della collezione “Fondazione Antonio e Giannina Grillo”.

La collezione nasce a Milano per la passione per l’arte di Salvatore Grillo grazie alle frequentazioni della famosa trattoria gestita dalla madre in Piazza Diocleziano. Subito dopo l’apertura nel 1940, Giannina venne eletto a luogo dell’anima da Fontana, De Chirico, Pomodoro, Treccani, Tettamanti, ma anche Quasimodo, Neruda, Asturias, Fo e Gunther Grass, e altri artisti dell’area milanese.

Dall’ampio salone centrale, completamente affrescato, lo sguardo spazia da una parte sul giardino all’italiana con fontana centrale e sulla cappella gentilizia, dall’altra sulla vallata che digrada sulla campagna toscana di Lamporecchio. Le opere della collezione hanno “invaso” ogni ambiente: dalle eleganti stanze del piano superiore, destinate a chi vorrà soggiornare in Villa, alle stanze da bagno, dai locali di servizio, alle suggestive scale a chiocciola, dalle stanze dedicate allo svago al ristorante dove trovano un’insolita e suggestiva collocazione. Nelle antiche cucine, infatti, la presenza del ristorante “Atman”, del pluristellato Chef Igles Corelli, esalta l’ambiente e idealmente ne ripercorre le funzioni originarie destinate alla preparazione dei menù per gli invitati di Clemente IX.

Curata da Elena Pontiggia, docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Accademia di Brera, la mostra propone 40 opere che tratteggiano la poetica di artisti nel Secondo Dopoguerra, che entrarono a far parte, spesso in modo non formale, della collezione di Salvatore Grillo. La raccolta si incentra soprattutto sul realismo milanese e sul realismo esistenziale. Mentre il primo tenta di cogliere la realtà sociale, nuda e cruda, con meno allegorie possibili e con maggiore attenzione verso i dati di fatto, il secondo vuole discostarsi dal tono eccessivamente affermativo, pragmatico, volontaristico per la ricerca di una natura malata, imprigionata nel carcere cittadino, soffermandosi sul sentimento drammatico della condizione umana.

Il percorso espositivo passa dal novecentismo classico di Achille Funi, al realismo metafisico di Ugo Celada da Virgilio, dall’astrazione onirica di Domizio Mori e di Libero Ferretti al realismo straniato ed enigmatico di Sigfrido Bartolini- Dalle narrazioni fiabesche di Gioxe De Micheli al naturismo magico di Vito Melotto, all’informale elegiaco di Costantino Guenzi, al colore evocativo di Gianfranco Motton, al segno di ascendenza orientale e zen di Kengiro Azuma. Presenze importanti all’interno della collezione Aldo Brizzi e Giuseppe Motti, che racconta l’epopea della gente del Po e Ampelio Tettamanti, l’artista meglio rappresentato nella raccolta di Villa Rospigliosi, anche per la sua stretta amicizia con il figlio di Antonio e Giannina Grillo, Salvatore.

 La mostra “Il Realismo italiano e altre cose” viene inaugurata alla presenza del Sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani, Elena Pontiggia, Salvatore Grillo Presidente Fondazione Antonio e Giannina Grillo. A seguire il concerto del pianista Damiano Paci dell’ACM “Giulio Rospigliosi”.

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