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Da padri a figli e nipoti, dal Maestro Paolo Cazzato una dinastia per la scherma Società, Sport

Firenze – Una passione di famiglia. La famiglia di cui parliamo è la famiglia Cazzato, originaria di Alessano, provincia di Lecce. E la passione è la scherma. . Domenica scorsa, il Maestro Francesco Paolo Cazzato, 93 anni, ha ricevuto uno dei più prestigiosi riconoscimenti della Federazione Italiana Scherma, la Maschera d’Onore, andando di persona a ritirarla a Roma da Lecce, dove, insieme al figlio Roberto, continua a dirigere l’Accademia di Scherma di Lecce, da loro fondata. Non solo a dirigere, lo si trova spesso in pedana, dove continua da allenare e seguire i suoi allievi.

Un filo lega la famiglia Cazzato a Firenze, dove la figlia del Maestro, Elena Cazzato, ha fondato e dirige due sale di scherma. E proprio con lei, raggiunta da Stamp Toscana, ricostruiamo la storia di questa famiglia di Maestri, che hanno fatto della scherma arte e ragione di vita.

Il Maestro Paolo Cazzato con la squadra, secondo da sinistra

Tutto comincia col patriarca. Un figlio del profondo Sud, famiglia di agricoltori insediata nella città di Alessano, in Salento. Questo ragazzo aveva la passione dello studio, così convinse la famiglia e si iscrisse a Lecce, alle Magistrali. Erano tempi, in Italia, che chi voleva studiare doveva guadagnerselo, specialmente in particolari condizioni sociali. Così, Paolo Cazzato si alzava alle 4 della mattina, prendeva la Littorina e arrivava in tempo, a Lecce, per entrare a scuola. Un capitolo importante della sua vita, perché fu lì, caso o predestinazione che fosse, che la svolta arrivò, sotto forma di una banale domanda del suo professore di ginnastica, che chiese ai ragazzi: “A qualcuno di voi interessa la scherma?”. Il quattordicenne Paolo alzò la mano. E scherma fu.

Uscito dalla scuola superiore, si arruolò nell’Aeronautica militare, dove continuò a praticare l’arte, svolgendo attività con l’Arma, distinguendosi come tiratore nella sua specialità, la sciabola, ed entrando a far parte del Gruppo sportivo aeronautico. La carriera militare lo portò in giro per tutta Italia, da Cagliari, a Latina, Civitavecchia e Chiavari, dove fondò il locale Club di Scherma Chiavari, sulle rovine del preesistente. Così, 4 anni fa, all’anniversario della fondazione del club, venne organizzata una grande festa e il Maestro fu ospite d’onore nella sua qualità di fondatore. Nell’Aviazione svolse il ruolo di marconista di bordo, diventando maresciallo capo della ricetrasmittente, unendo la passione della scherma a quella dei lanci col paracadute. Tant’è vero che, una volta congedato, divenne istruttore di paracadutismo, portando al brevetto decine di allievi civili e militari.

il Maestro Paolo Cazzato

Il passaggio da atleta a maestro porta Cazzato ad assumere il ruolo più prezioso, quello di diffusore della disciplina e educatore di tanti talenti che mietono successi nelle competizioni nazionali e non. Fra tutti, il campione del mondo di spada under 20, Giulio Gaetani, suo allievo dai 6 ai 16 anni, trasferitosi poi a Torino, che non ha mai interrotto il rapporto col Maestro. Un rapporto, quello che lega Maestro e allievo, particolare che, come spiega Elena Cazzato, “si impronta non solo alla trasmissione della tecnica, ma coinvolge anche insegnamenti che vanno al di là e che diventano spesso regole di vita”.

 

 

 

Il Maestro Roberto Cazzato

 

Se il patriarca continua, con la valida e insostituibile presenza del figlio Roberto, anch’egli Maestro di scherma e direttore dell’Accademia di Scherma Lecce, a formare giovani campioni, il Maestro Elena Cazzato, oltre a insegnare scherma a Firenze, ha intrapreso un’altra personale e difficile battaglia.

“Mio padre mi mise in mano un fioretto a tre anni – racconta – e fino a 17 anni svolsi attività agonistica. Tuttavia, dai 15 anni, dopo aver praticato per tanto tempo lo sport individuale, cominciai a giocare in una suadra di volley pugliese, la Galatina, in C1”. Un’attività, questa della pallavolo, che comunque porterà avanti fino a 37 anni , anche dopo che si trasferisce in Toscana, dove gioca nell’Impruneta e successivamente nel San Casciano.

Ed è proprio in questo periodo che capita l’imponderabile: Elena lascia la città di nascita e si trasferisce a Firenze. Il che significa, col distacco dal padre, anche il distacco dalla scherma. Un distacco che rischia di diventare definitivo e che dura vent’anni.

Ma buon sangue non mente. La scherma la riattira inesorabilmente nella sua orbita. Così Elena rientra alla grande: riprende il percorso magistrale passando da atleta a tecnico e la sua diventa una scelta di lavoro. Per 6 anni lavora all’Accademia Schermistica Fiorentina  e fonda i due club che attualmente dirige, uno a Empoli, il Club di Scherma Cambiano e uno a Firenze, il Circolo Scherma Polisportiva Attraverso, che si trova in via del Mezzetta.

“La scherma è adatta a tutti – spiega – ovvio che bisogna comprendere dove si vuole arrivare, ma si può cominciare a praticarla a tutte le età.  Nei club si parte da 5 anni fino a 82 anni, non importano le condizioni fisiche. Alla scherma ci si approccia a qualsiasi età, diventare campioni è un’altro dicorso”.

I Maestri Paolo ed Elena Cazzato

La sfida è dare la possibilità di praticare a tutti questa disciplina. “L’attività che porto avanti nei club è aperta anche ai portatori di varie disabilità”. Con corsi specifici? “Affatto, lavoriamo tutti insieme – dice Elena –  sia per quanto riguarda la preparazione atletica che schermistico tecnica. Il principio è: tutti insieme, le parole d’ordine,  sinergia condivisione integrazione. Seppur con i bambini si facciano attività diverse, gli spazi vengono condivisi. I bambini sono straordinari: se dapprima approcciano quasi con timore alla diversità, in brevissimo tempo tutto diventa normale. Per quanto riguarda i nostri atleti non vedenti, tirano di scherma anche con i normodotati, che vengono bendati. In realtà, l’arricchimento è reciproco. I nostri non vedenti fanno attività agonistica con grandi risultati”. Tant’è vero che l’anno scorso il Csp Attraverso di Elena Cazzato è stato premiato dall’amministrazione di Bagno a Ripoli in quanto risultati primo nel ranking nazionale per l’attività Paralimpica. Non solo: il figlio di Elena, Paolo Pezzatini, 19 anni, è schermidore dall’età di 6. Quando si dice buon sangue non mente ….

Paolo Pezzatini nel corso di una gara

 

Foto, gentilmente concesse dalla famiglia: copertina, un incontro del Maestro Paolo Cazzato (atleta a destra).

 

 

 

 

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