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Da Vermeer a Klimt: nel web impazza la moda del quadro vivente Cultura

Parigi – Sembrava un passatempo ormai  dimenticato da decine d’anni, ora il coronavirus lo sta riportando in auge  al di qua e al di là dell’Atlantico.

Sulla rete imperversano ormai da giorni i “tableaux vivants”,  ricostruzioni fatte in casa delle più celebri opere dei musei. A lanciare la moda  è stata una giovane olandese, Anneloes Officier che un mese fa, per combattere lo spleen della clausura,  decide di trasformarsi nel celebre quadro di Vermeer,  la ragazza col turbante (o con l’orecchino di perla, foto).  Con un drappo si fa un turbante e con uno spicchio d’aglio la perla, e il gioco è fatto. Si fotografa con il viso girato tre quarti a sinistra e con la luce giusta.

L’iniziativa piace ai suoi amici. Nasce così l’hashtag “tussenkunstenquarantaine” !e cioè tra l’arte e la quarantena) che non passa inosservato al prestigiosoRijksmuseum che rilancia l’iniziativa seguita poi da altri musei e gallerie,  tra cui il Louvre, l’Hermitage, il Met e il Getty. Un modo, per i musei, di mantenere il contatto con la gente e per i “confinati”  di inaugurare un nuovo modo di avvicinarsi alla pittura, ricreandola con i mezzi di bordo.

Il successo è stato folgorante, anche perché piace a grandi e piccoli che si divertono a travestirsi per impersonare i personaggi più diversi. Così pian piano Facebook, Instagram, Twitter e Whatsapp vengono inondate da decine di rivisitazioni dei qquadro uadri più celebri, dalla Gioconda al Bacio di Klimt, dalla Ronda di Rembrandt alla Jeune fille à la mandoline di Picasso.  Questo passatempo è approvato anche da storici dell’arte e sovraintendenti dei musei perché  richiede uno sguardo nuovo e più attento alla pittura e anche una accurata visita on line alle pinacoteche dei musei.

Come spiega oggi il quotidiano “Le Figaro”  il “quadro vivente”  è il frutto di molto lavoro, in quanto si deve ricostruire lo sfondo, trovare  gli abiti e anche a riproporre la fisionomia della persone ritratta.  Insomma richiede un bello sforzo di inventiva e spesso anche sense of humour perché non si tratta di scimmiottare o copiare pedestremente la tela.  La sfida a chi farà sfoggio di maggior creatività è aperta.

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