energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Da Waterloo a Peterloo, per gli inglesi fu vera gloria? Cultura

 

Lucca – “Chi ha perso davvero a Waterloo?”. È la domanda che martedì 18 agosto, a partire dalle 21,30 nel chiostro di San Micheletto (centro storico, Lucca), condurrà la seconda delle conversazioni napoleoniche 2015. Un appuntamento che si rinnova per la nona edizione, frutto del progetto “Da Parigi a Lucca: il gusto di vivere al tempo di Napoleone e Elisa”, ideato da Roberta Martinellie realizzato con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della Fondazione di Livorno.

Dopo il primo appuntamento di lunedì 17 sera con Velia Gini Bartoli e Simonetta Giurlani Pardini, intervistate anche dai canali radiofonici nazionali sull’argomento della carrozza di Napoleone, il docente universitario di storia, storico e responsabile delle relazioni internazionali della Fondation Napoléon di Parigi, Peter Hicks, affronterà un tema che può apparire scontato, ma non lo è. Napoleone, certo, fu sconfitto 200 anni fa, il 18 giugno sul campo di battaglia belga, ma fu solo lui a perdere?

 “Chi ha perso davvero a Waterloo? La Gran Bretagna tra le campane della vittoria e la vicenda di Peterloo” è un tentativo di risposta a questa domanda. Infatti, così come la carrozza di Napoleone, esposta a Londra, vide una folla di inglesi curiosi accalcarsi su di essa nella speranza di cogliere un senso al termine di quella storia, di quella vicenda politica e personale, di quel nemico che li aveva preoccupati e impegnati per tanto tempo, la Gran Bretagna ebbe reazioni contrastanti di fronte alla caduta di Napoleone.

L’acerrimo nemico era sconfitto, e le campane di Londra suonarono a festa appena giunta la notizia, il 22 giugno 1815. E si accesero falò, si celebrarono ringraziamento a Dio per la vittoria, e si pubblicarono memorie della battaglia… Ma il Governo di questo regno di quattro nazioni unite solo recentemente, aveva ben altri problemi. Tra classi sociali in cerca di una ridefinizione, la disoccupazione conseguente la rivoluzione industriale, la smobilitazione dei soldati e la sovra-produzione, l’effetto adrenalinico di Waterloo fece presto a svanire. Non a caso nel 1819 a Manchester, il massacro della popolazione in rivolta condotto dai veterani della cavalleria che aveva vinto a Waterloo, fu ribattezzato “di Peterloo”: non certo un trionfo nazionale, ma un iconico, inutile, illiberale massacro.

L’ultimo appuntamento con le conversazioni napoleoniche 2015 è mercoledì 19 agosto con“Napoleone in guerra: l’occhio della cinepresa tra le divise insanguinate”, di Pier Dario Marzi, grazie alla collaborazione con il Cineforum Cinit Ezechiele 25,17.

Come di consueto, tutti sono invitati ad unirsi alle serate a ingresso libero per scoprire atmosfere e curiosità del passato gustando anche qualcosa di fresco, gentilmente offerto dalla Pasticceria Pinelli, sponsor dell’iniziativa.

Info su http://napoleoneeilsuotempo.wordpress.com e su www.facebook.com/napoleonidi

Print Friendly, PDF & Email

Translate »