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Dai bunker ai rifugi nella natura, fuga dal covid cercando una nuova vita Breaking news, Cronaca

Parigi –  Dal bunker sotterraneo al capanno multi confort sugli alberi, il ventaglio delle misure antistress da Covid 19 sono nel mondo tra le più disparate, spesso dettate da tendenze  da un pizzico di paranoia.  Il sospetto è legittimo: se nella primavera scorsa,  all’inizio della prima ondata dell’epidemia avevano fatto sorridere tutti quei  carrelli carichi di pacchi di pasta e di rotoli  di carta igienica, ora, con la seconda si tende a fare incetta.. di bunker sotterranei! Secondo  Sky News sembrerebbe che la popolazione mondiale e soprattutto americana si siano precipitati a comprare  i bunker sotterranei per essere sicuri di proteggersi da contagio. Le vendite sono esplose del  500% con un’impennata di richieste di informazioni del 2.000%! Alcuni clienti terrorizzati hanno addirittura chiesto di rafforzare il bunker con strutture fortificate non solo perché temono il contagio del virus ma anche eventuali sommosse popolari provocate dalle conseguenze economico-sociali della pandemia. 

Al di qua dell’Atlantico si cercano altri rifugi allo stress, all’insegna, come scrive Le Figaro,  “della natura per sé”, una tendenza battezzata “slow living” che implica non solo un ritiro dalla convulsione cittadine ma anche una rinuncia a una serie di dipendenze, come quella del cellulare. Così si moltiplicano le proposte per ripararsi dall’ansia da mascherine e coprifuoco immersi nelle quieti di boschi e di accoglienti spazi aperti, lontani dai rumori della città come in reazione alla solitudine imposta dal secondo lockdown. Già con il primo per sfuggire al virus i “cittadini” si erano trasferiti in massa in  campagna e avevano pienamente assaporato le gioie e la calma dell’ambente naturale.  Nonostante il freddo e le giornate sempre più corte solitamente scoraggino l’inverno gli esodi campagnoli, la richiesta di un habitat non cittadino non rallenta: che sia passare il week-end su un albero, in un solitario capanno spartano o addirittura su un barcone lungo un fiume.  Secondo un sondaggio,  i più ghiotti di questo genere di evasione sarebbero i “millennials”, “nostalgici di un’infanzia alla campagna e in lotta contro la nomofobia (dipendenza dai cellulari) e ogni altra forma di dipendenza” , desiderosi di mettere , almeno provvisoriamente, tra parentesi la vita sociale e numerica per ritrovare sé stessi.  Un impegno che, scrive il quotidiano, non possono immaginare se non “nella sfera ecologica che ormai regge i mondo dei millennials”.

L’ispirazione a una nuova vita può essere ricercata ad esempio nelle vigne del prestigioso Saint-Emilion dove si possono affittare delle minicase  di legno dove veramente si può contare solo sulle proprie risorse: né WIFI, né Tv né vicini . Per questi Robinson l’unico lusso è la qualità del letto e del materasso. Per una clientela che non vuole assolutamente rinunciare alle comodità sono invece disponibili, a 5 metri dal suolo, le “Cabanes Jacquoises’ costruite in una foresta di querce e frassini nella regione dei Pirenei. “La gente viene da noi per non avere vicini ma anche per approfittare del jacuzzi e godere di una vista strabiliante sui Pirenei. Apprezzano sia la solitudine che il confort “ ha spiegato la responsabile di queste cabanes.  Un singolare regalo di Natale è quello che propone poi Selma Trova, fondatrice de La Batelière  che ha allestito due imbarcazioni da pesca tipiche della Loira per brevi soggiorni sull’acqua a lume di candela, nella zona più selvaggia e isolata del fiume, con la sola compagnia dello sciabordio dell’acqua, del mormorio del vento e di qualche airone che si gode anche lui il silenzio. 

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