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Dai luoghi del cuore di Prato parte la mostra dedicata a Malaparte Cultura

Prato – Con “Maledetto pratese”, si dà il via alle iniziative dedicate a Curzio Malaparte, nel 120’ anniversario della sua nascita, con un’ampia  rassegna di film, mostre fotografiche, presentazioni di libri e incontri promossa dal Comune di Prato in collaborazione con la Casa Pia de Ceppi, la Società Filosofica Italiana, Casa del popolo di Coiano, l’associazione Prato Scomparsa, il Cai di Prato e coordinata dalla Biblioteca Lazzerini.

Si comincia con un duplice appuntamento Sabato 9 giugno alla Casa del Popolo ore 17.30 con l’inaugurazione  della mostra fotografica “Lo sguardo e la parola” a cura di Walter Bernardi e Mario Barbacci con la collaborazione di Silvana Santi Montini e Piero Berti,ricerca foto e artwork di Daniele Nuti. A seguire alle 21.30 la presentazione del libro di Rita Monaldi e Francesco Sorti, ”Malaparte -Morte come me.”

Ne parliamo con il professore Walter Bernardi uno dei curatore della mostra,-

“Abbiamo voluto fare una cosa diversa e originale riportando qui nella Casa del Popolo e non in stanze accademiche, i luoghi Santa Lucia,Coiano, il Collegio Cicognini, Villa Bellavista, Spazzavento e il percorso verso Galceti dove si racconta che c’è l’antro che porta all’Inferno. Non pochi sanno infatti che Malaparte avrebbe voluto scendere agli Inferi come il sommo poeta Dante, cioè da vivo,ma la cosa non gli riuscì,perchè approssimandosi all’ingresso della grotta insieme alla sorelle e degli amici, tutti udirono provenire dal fondo le urla di chi,tempo prima si era avventurato prima di lui in quel luogo. Questi sono i posti del vissuto giovanile malapartiano, direi le sue autentiche radici pratesi,della fabbrica per intenderci, perché suo padre era un operaio tedesco.

Perché questo titolo?

Il titolo che abbiamo dato alla mostra”Lo sguardo e la parola”, altro non è che una ricostruzione dei luoghi vissuti da Malaparte, prima di andare in guerra. Sono fotografie in bianco e nero,alcune mai viste,commentate con parole tratte dai suoi scritti, con accanto,non tutte,alcune foto a colori,per vedere la trasformazione del terrotorio. Un ulteriore omaggio riproponendo luoghi e ricordi di Malaparte in una Prato periferica il cui approdo finale è Spazzavento,il monte che il poeta pratese amava tantissimo perchè poteva osservare tutta la valle del Bisenzio e lì riposa all’interno di un mausoleo marmoreo dove soffia forte la tramontana.”

“La casa del popolo di Coiano,-cosí Mario Barbacci responsabile cultura Arci provinciale di Prato, –affronta una nuova mostra,dopo quella sui 40anni della legge Basaglia,perchè questo circolo è sempre attento a ciò che vuol dire arte e cultura. Un anno fa in vista dell’anniversario della morte del poeta pratese,si parlò di fare qualche evento originale.Come ARCI Provinciale si è fatto un convegno sulle convergenze culturali cercando testimonianze che possano aiutare a fare cultura,perchè Malaparte è stato un geniale letterato e artista  pratese. Non dimentichiamo che in via Bologna e dunque da queste parti,cè il circolo Arci intitolato a Malaparte,anche se non aperto.Sottolineo l’importanza della squadra  che ha lavorato da più di un anno a quest’iniziativa in collaborazione con la Casa del Popolo di Coiano e Arci Provinciale.

Daniele Nuti con le sue fotografie che raccontano il passato della nostra città, Piero Berti il fotografo dei luoghi nascosti,e Silvana Santi Montini il cui marito Mauro, scomparso nel 2013 ,era il nipote di Milziade ed Eugenia Baldi ,che tennero a balia Curzio Malaparte. Per gli appassionati di cinema ricordo che sempre alla Casa del Popolo di Coiano il 13 giugno (ore 21,30) verrà proiettato il film “Il Cristo proibito”, l’unica pellicola che vide Curzio Malaparte nelle vesti di regista.”

In foto da sinistra W.Bernardi, M.Barbacci e M.Bensi presidente della Casa del Popolo di Coiano.

 

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