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Dal 1° aprile ricominciano le visite alla Torre di Galatrona Turismo

Dalla sua vetta è possibile abbracciare, con uno sguardo a volo d’uccello, buona parte del Valdarno e della Valdambra. Situata ad un’altitudine di circa 500 metri sul livello del mare, la Torre di Galatrona è stata classificata, anche per questo, fra le dieci torri più belle della Toscana nella particolare classifica stilata sul sito web turismo.intoscana.it (10 torri da guardare dal basso e dall’alto)L’importante monumento del passato etrusco-romano del territorio di Bucine (Arezzo) riapre al pubblico dal 1° aprile, ma con una novità rispetto allo scorso anno. Per arrivarvi, infatti, era prima necessario percorrere una strada sterrata abbastanza ripida. Recentemente, però, questa strada è stata cementata e l’ascesa alla Torre è decisamente più agevole. Vale la pena, insomma, di spendere un po’ di energie per una scampagnata nel verde e per visitare il monumento recuperato, dopo secoli di abbandono, dal Comune di Bucine. L’amministrazione comunale dell’Aretino ha acquistato il torrione diroccata nel 2002 ed ha in seguito richiesto un finanziamento per il restauro, così che il 17 giugno del 2007 la Torre di Galatrona è tornata al suo attuale splendore. Si tratta di una struttura in pietra arenaria e calcina con mura di quasi due metri di spessore ed una base a pianta quadrata con lati di circa 7 metri di larghezza. La Torre si slancia verso il cielo per ben 27 metri di altezza ed è strutturata, internamente, su sei livelli che si concludono con una splendida terrazza-tetto dalla quale è possibile contemplare un panorama davvero mozzafiato. Dopo aver percorso una piccola rampa di scale costruita durante i restauri (anticamente per l’accesso alla Torre venivano utilizzate delle scale retrattili), si accede ad un ballatoio. Da questo è anche possibile osservare, attraverso una botola, la cisterna interrata (profonda 8 metri) che serviva, anticamente, come serbatoio per la raccolta dell’acqua piovana. Per salire alla terrazza-tetto è necessario arrampicarsi per una ripida scala di legno e percorrere, poi, altri cinque piani di quasi quattro metri di altezza. L’ascesa potrà far venire un po’ di fiatone, ma la vista dalla cima della Torre vale davvero la pena di tanta fatica.

Galatrona3.jpgLa Pieve di San Giovanni Battista in Galatrona
La Torre di Galatrona è quello che resta di uno dei più importanti castelli del territorio valdarnese. Probabilmente già in età etrusco-romana a Galatrona sorgeva un insediamento di qualche tipo, ma le prime notizie storiche certe risalgono al X° secolo, quando si inizia a parlare di Canastruna anche in documenti ufficiali. Nel Medioevo la vita del castello è legata alle contese fra Firenze ed Arezzo. Dapprima sotto il dominio aretino dei conti Guidi e Tarlati, Galatrona passa ai Fiorentini nel 1335 e nel Quattrocento è un fiorente borgo con una ventina di abitazioni all’interno ed una cinquantina all’esterno. Dopo la fioritura rinascimentale, però, il castello passa progressivamente in disuso e nel Settecento viene totalmente abbandonato. Nella Torre di Galatrona sono conservati alcuni frammenti di ceramica acroma risalenti al Medioevo e che sono stati rinvenuti durante i lavori di scavo per la costruzione della scala esterna. La collezione che il visitatore si trova di fronte percorrendo i vari piani del torrione in pietra è, in realtà, di modeste dimensioni, anche se consta di frammenti di ceramica policroma invetriata di origine fiorentina e valdarnese che sono collocabili fra il XIV° ed il XVII° secolo. Del resto, a pochi passi dalla Torre, si trova la Pieve di San Giovanni Battista in Galatrona, nella quale sono conservate delle splendide opere in terracotta invetriata dell’artista fiorentino Giovanni Della Robbia. La chiesa è in stile romanico e venne costruita, con ogni probabilità, nel 1324. Per volere del vescovo di Arezzo Leonardo di Buonafede, Giovanni Della Robbia produsse per la pieve di Galatrona un magnifico ciborio posto sull’altare maggiore, un fonte battesimale ed una statua rappresentante San Giovanni Battista. Anche solo per ammirare queste opere in terracotta invetriata, varrebbe la pena di fare un salto a Galatrona.

Visite alla Torre di Galatrona
La Torre di Galatrona è visitabile, grazie ai volontari del “Gruppo Culturale Storico” di Mercatale Valdarno e San Leolino, da aprile ad ottobre. Il sabato l’orario di apertura va dalle 15.00 alle 19.00, mentre la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00. Per ogni informazione è possibile contattare i numeri telefonici 055/9707336 e 055/9707495 oppure i numeri di telefonia mobile 333/3768631 e 339/8773101.

Profilo Facebook: Torre di Galatrona

Galatrona21.JPGVisite alla Pieve di Galatrona
La Pieve robbiana di San Giovanni Battista è visitabile solo su prenotazione contattando i numeri telefonici 055/9707019 e 055/9707495 oppure i numeri di telefonia mobile 333/4302222 e 339/8773101.

 

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