energee3
logo stamptoscana
Edizioni Thedotcompany

Dal Tanque allo s-Tanque: parabola discendente di chi non è salito… Sport

Il popolo gigliato, lesto e abile a innamorarsi prima dei personaggi piuttosto che delle capacità di un giocatore, aveva subito perso la testa per questo puntero che dichiarava di avere come idolo Gabriel Omar Batistuta e che in patria è famoso per le esultanze fuori ordinanza. Oggi queste affermazioni sono finite nel dimenticatoio. Perché lo s-Tanque è diventato il simbolo del periodo nero della Fiorentina. E della sua dirigenza, colpevole di non piazzare da tempo un colpo di mercato come si deve (è opinione comune che se vuoi puntare su un sudamericano cerchi o un ventenne, nella speranza di avere tra le mani il nuovo Bati, o se vai sui trentenni non punti su un semisconosciuto, ma su un usato sicuro, come poteva essere qualche anno fa un Martin Palermo, per fare un esempio; è come se a fine anni ’90 un Barcellona avesse pescato nel nostro campionato Dario Hubner, tanto per fare un paragone…) o peggio ancora di non riuscire a rinnovare un contratto così da monetizzare le future cessioni dei suoi giocatori. Intanto la classifica piange, Delio Rossi non ha ancora compiuto il suo miracolo, non certo per colpa sua, e in campo le speranze, quando Gilardino non riesce più a coprire i suoi 10 metri di raggio d’azione in meno di un paio di minuti, ecco che tocca allo s-Tanque. Che lotta come un leone, dà il 110%, briga, s’infervora, ma la porta non la vede mai. Mai. E i fiorentini, portatori sani di tagliente ironia, iniziano a riderci su: “dice che quando gioca alla Playstation a casa e segna, le sue esultanze fanno impallidire tutto lo stabile”. Già, quello stesso stabile dove c’è l’unico portiere che lo s-Tanque può aver battuto. Forse…

Print Friendly, PDF & Email
Condividi
Translate »