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Dalla Ginori al lavoro, dalle banche ad una crescita trasparente My Stamp

Al di là di tutte le polemiche possibili, non molto tempo fa si diceva in tv per bocca dei sindacati confederali che la Ginori avrebbe ripreso il suo cammino visto che vi erano commesse che superavano i 50.000.000 di euro.Sembrava essere all'interno di una fiaba, ma volevamo crederci perchè un'azienda così con i suoi estri mica la si può sempre trov are, e pure io pensai di essere contento perchè eravamo nel punto di dismisione della fabbrica e se riprendeva er un bene per tutta la Collettività. Già a Firenze abbiamo assistito alla deindustrializzazione cittadina e periferica, e ogni volta che siamo in odore di chiusure nette delle aziende ci troviamo di fronte non ad una crisi ma bensì ad una speculazione che può avere mille volti.Quando però ho sentito parlare di Fidi Toscana e della ricerca di un partner straniero, non ho digerito la cosa, anzi oserei dire che troppo spesso ho dialogato con la segreteria dell'Assessore Simoncini e anche per altre aziende non è partorito nulla di buono.Le cose sono due: o io non capisco perchè sia necessario l'affondo delle banche nel lavoro, oppure ricordo a tuta la politica che non c'è mozione, banca o holding che possa rilanciare il lavoro.La crescita ha bisogno di ben altre cose, e affinchè non gireranno i soldi essa non ci sarà.Certo parlo della redistribuzione della spesa pubblica ma in senso completo, a 360° partendo dalla grande ricchezza e arrivando alla busta paga di un operaio.Certo è Utopia, ma la Ginori ha bisogno che il grande capitale presente investa e non si faccia una somma di banche che alla fine servono solo a chiuderle queste aziende. L.B.

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