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Oltre il tufo del Palio, dalla terra al cielo fino a riveder le stelle Cultura

Dal 18 agosto, dopo il Palio dell’Assunta e fino  al 27 ottobre 2013 la Cattedrale di Siena, scoprirà il suo straordinario pavimento. Il prezioso tappeto di marmo abitualmente è protetto  dal calpestio dei visitatori e dei fedeli rimanendo non totalmente visibile. Vasari lo definì  il  pavimento “più bello…, grande e magnifico”, che mai fosse stato realizzato. Tale capolavoro è il risultato di un complesso programma iconografico realizzato attraverso i secoli, dal Trecento all’Ottocento. La tecnica utilizzata è quella del graffito e del commesso con  marmi di provenienza locale.  I cartoni preparatori per le cinquantasei tarsie furono disegnati da artisti, senesi fra cui il Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafumi,  oltre che da pittori “forestieri” come  l’umbro Pinturicchio, autore, nel 1505, del celebre riquadro con il Monte della Sapienza, raffigurazione simbolica della via della  Virtù come raggiungimento della serenità interiore.
Nel silenzio delle tre navate l’itinerario si snoda attraverso i temi  dell’antichità classica e pagana: la Lupa che allatta Romolo e Remo, l’egiziano Ermete Trismegisto, le dieci Sibille, i filosofi  Socrate,  Cratete,  Aristotele e Seneca. Nel transetto e nel coro si narra invece la storia del popolo ebraico, vicende sofferte di  salvezza  attraverso la  figura del Cristo, evocato e mai rappresentato nel pavimento, ma presente sull’altare, verso cui “pedibus calcantibus” converge il percorso di arte e fede. Prodeunt vexilla regis scriveva Venanzio Fortunato da Valdobbiadene nel 1565.
La scopertura svela anche la parte disegnata da Domenico Beccafumi che qui  perfezionò la tecnica del commesso marmoreo conseguendo risultati di luci e ombre, assimilabili al chiaro-scuro del disegno. Nell’esagono sotto la cupola sono rappresentate le Storie di Elia e di Acab;  nei riquadri vicini all’altare sono raffigurati invece  gli episodi  di  Mosè  sul Sinai e il miracolo dell’acqua dalla roccia oltre al sacrificio di Isacco. I visitatori in transito  nei pressi del coro e dell’abside sfioreranno  le tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona eseguite con legni in più  colori raffiguranti vedute urbane, paesaggi e nature morte, teschi e clessidre,  il tempo e la morte nei simboli della vanità delle gloria terrena.
E dalla Terra al Cielo per un pertugio tondo fino a riveder le stelle. Continua infatti l’apertura straordinaria de “La Porta del Cielo”, i sottotetti della Cattedrale cui si accede  da una scala a chiocciola inserita all’interno di  una delle torri che fiancheggiano la facciata del Duomo. Dalle  volte stellate  inizia un itinerario in quota per ammirare gli interni del Duomo e gli esterni  della città. Si potrà osservare il pavimento nel suo insieme da una prospettiva affatto abituale mentre  tornano alla mente le parole di Cosima, moglie Wagner, che il 21 agosto 1880 scriveva “…una commozione  fino alle lacrime, è l’impressione più forte che abbia mai ricevuto da un edificio. Vorrei ascoltare il preludio di Parsifal sotto questa cupola…”
Per i visitatori un percorso di cultura, arte e fede di una Città che con il Santa Maria della Scala anticipò il mondo di un Hospitale per l’assistenza e la cura dei pellegrini.       
Un pensiero riconoscente ai pensatori di questa meraviglia fortemente voluta dall’Opera della Metropolitana di Siena, ed  organizzata da Opera – Civita Group.
Nel periodo della scopertura, le visite guidate al pavimento e quelle alla porta del cielo saranno effettuate non solo in orario consueto, ma anche in notturna. I due percorsi saranno aperti infatti tutti i sabati dal 24 agosto al 26 ottobre 2013, dalle 20 alle 24.

La foto della Sapienza nel pavineto e i testi sono di Luciano Martelli

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