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Dalle case in legno una possibile risposta all’emergenza abitativa Cronaca

Emergenza casa: e se il Comune di Firenze fosse dotato di un manipolo di case montabili in due giorni capaci di assorbire le urgenze facendo da volano per "traghettare" le famiglie in difficoltà da una casa all'altra? Una sorta di pronto intervento insomma, che in poco tempo, addirittura poche ore, potrebbe fornire di un tetto, confortevole e non di fortuna, chi si trova improvvisamente a dormire per strada. Eventualità non così peregrina di questi tempi.
E la materia prima potrebbe già esserci. Ne fa fede lo splendido prototipo montato accanto ai vecchi appartamenti di via Torre degli Agli a Novoli, un vero e proprio alloggio in legno, ecosostenibile, con materiali ricavati dalla filiera corta, così confortevole che gli inquilini "sospesi", causa ristrutturazione, dai loro vecchi appartamenti, hanno fatto le corse per andare a vedere. E qualcuno ha anche detto. "Meglio della mia". Intendendo, ovviamente, il confronto con gli appartamenti in muratura.

Insomma, si sta parlando delle "casette" di legno. Che "casette" non sono: si tratta di strutture che arrivano anche a tre piani, capaci di ospitare 18 famiglie. Appartamenti di circa 50 metri quadri, che configurano, come spiega il direttore generale di Casa spa Vincenzo Esposito, "un'ottima classe B". Con una serie di eccellenze, come il tetto fotovoltaico, a copertura Ondulit con pannelli fotovoltaici incorporati che producono una potenza di picco di 2,652  kWp. E che non sono che la prova più evidente della ricerca costante per migliorare al massimo gli standard di prestazione di queste innovative case che sembrano provenire dal futuro.

Quanto costa costruirle? La spesa, come spiega Esposito, è ancora "nebulosa", e si saprà esattamente in fase di appalto. Per certo, il tetto massimo è quanto richiesto per la costruzione di un appartamento in muratura: vale a dire, circa 1200 euro al metro quadro, per una spesa, ad appartamento, di 50-60mila euro. Calcoli tuttavia ancora assolutamente non attendibili, vista la novità dell'installazione e la sua modalità: infatti, mentre nel tradizionale costruire in muratura si prevedono due fasi, vale a dire la costruzione e poi l'abitare, le nuove strutture si articolano in tre fasi: montaggio, fase abitativa, smontaggio. Con l'interrogativo: smontate le strutture che se ne fa?

Ed è questa, la fase "critica" ma nello stesso tempo creativa. L'emergenza casa che non dà requie alla città ormai da decenni, potrebbe forse trovare sollievo in queste straordinarie risorse. "Lo sbaglio più colossale che si potrebbe fare – dice Esposito – è quello di lasciare inutilizzate queste abitazioni. Il senso è proprio quello di un loro continuo utilizzo, che sfrutti fino in fondo le potenzialità dell'abitare temporaneo, com'è stato chiamato". Per farla breve: dopo il "servizio" reso nel corso della ristrutturazione di Torre degli Agli, smontare le case e affastellarle in qualche magazzino, sarebbe il classico gettare soldi (e ricerca) dalla finestra. Tanto più con la fame di abitazioni del territorio. Dunque, oltre all'idea iniziale di utilizzarle per altre fasi di ristrutturazione, forse si potrebbe rimontarle in luoghi adatti e utilizzarle come case volano. E magari, se l'ipotesi fosse ritenuta valida, incrementarne il numero. Insomma, una sorta di "squadrone volante" pronto a essere installato (in due giorni!…) e mantenuto come una sorta di pronto soccorso. Del resto, come si mormora fra gli addetti ai lavori, l'investimento ha senso solo come prospettiva futura.

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