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Dalle ceneri del bipolarismo nasce una nuova politica democratica Opinion leader

Infatti, ora, viene annunciata  la nascita di un  manifesto promosso dalla Cisl, dall’Udc e dal ministro Andrea Riccardi; è pure annunciata, dal Pd, la partecipazione dell’ex-ministro Giuseppe Fioroni.
Pur avendo considerato l’incontro di Todi come un passo iniziale di ricomposizione del mondo democristiano di ieri e di oggi, non pensavamo, tuttavia, che le tappe fossero a così breve tempo e ciò, se l’intuito non ci fa cilecca, significa che, oltre le parole, la soluzione “tecnica” del governo Monti non sembra destinata ad avere vita lunga. Oltretutto, la filosofia e la sostanza che emana da questo governo, nonché del suo modo di governare, non può certo andar bene alla cultura democristiana. Sicuramente non va bene alla Chiesa che non è tenera verso il capitalismo finanziario e tutto quanto porta a mettere il “denaro” in una dimensione impropria, come regolatore delle scelte pubbliche; oramai siamo ben oltre un rapporto invertito tra politica ed economia poiché il fatto economico ha assorbito, in tutto e per tutto, quello politico. Detto ciò non è che i conti non debbano essere in ordine, non si debbano mettere le mani nei privilegi, rivedere le pensioni di anzianità e così via; ma il profilo marcato di una democrazia esclusivamente bancaria ha finito per cancellare l’esigenza stessa della politica e, con ciò, quella della democrazia. Siamo, inoltre, rimasti stupiti nel vedere che una compagine governativa così ben intellettualmente dotata abbia ritenuto di ritoccare la Costituzione addirittura per decreto. La verità è che quella della crescita è solo una parola schermo dietro cui si nasconde la sostanza di una svolta ultraliberista; quella stessa che è stata di Reagan, Thatcher e Bush junior. I risultati sono noti a tutti.
Il capitalismo in crisi, non trovando di fronte a sé nessun soggetto antagonista, ha trasformato la qualità delle proprie difficoltà in termini di crisi “nel capitalismo” che si pensa di risolvere in due modi: facendo pagare i più che hanno meno e prefigurando un sistema politico sostanzialmente strutturato a forma di commissariamento dello Stato per preminenti motivi economici.
Ora, nel passaggio da una destra populista a una liberista, peraltro più a parole che a fatti, un qualcosa di positivo però è accaduto: il disfacimento dell’improprio bipolarismo italiano e, con esso, la speranza di ricostruzione di una politica democratica basata su soggetti rappresentati partiti identitari e una logica per cui è lo Stato al servizio dei cittadini e non viceversa; ossia, riportare la gente nella politica come protagonista e non campo di reificazione come avviene in Italia. Cosa vecchia visto che fu teorizzata ai tempi della polis greca!
Più volte, nelle ultime settimane, Andrea Riccardi ha spiegato le ragioni di una ripresa politica unitiva – termine ben presente nella cultura democristiana storica –  visto che si registra “una grande voglia di fare politica” proveniente “dal sociale e dal mondo cattolico”; una sollecitazione per prendere “un’iniziativa per l’Italia”, ma dentro un contesto europeo “in cui il fare politica si saldi con la grande cultura cattolica e laica del nostro Paese”.
Si potrebbe obbiettare che la definizione, con riferimento alla Dc quale partito di “laici e cattolici” è, a dire il vero, inesatta poiché, caso mai, i partiti sono formati da “credenti e non credenti” e la laicità è una cifra che prescinde dalla fede professata. Ma, al di là di questo, il discorso di Riccardi è politicamente chiaro al pari del disegno che ha preso le mosse a Todi; se avrà un esito positivo non potranno che esserci ripercussioni altrettanto positive sull’insieme dell’arco della politica democratica rifondata, nell’ambito rigoroso del dettato costituzionale, sullo sfaldamento dei vecchi fallimentari poli. Insomma, una nuova sfida politica sembra essere partita sia per saldare il conto del bipolarismo all’italiana e pure quello della scelta tecnica. Naturalmente, chi vivrà vedrà.


PAOLO BAGNOLI

nella foto: il ministro Andrea Riccardi 
 

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