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Dalla Regione nuove norme in materia di edificazione e difesa del suolo Cronaca

Dopo le alluvioni della Lunigiana (25 ottobre) e dell’isola d’Elba (7 novembre) è tempo di nuove disposizioni in materia di edificazione e difesa del suolo. È quanto ha pensato la Regione Toscana, che – come l’ha definita il presidente Enrico Rossi – ha operato «una vera svolta nel governo del territorio». Gli articoli 137 e 138 della proposta di legge finanziaria regionale 2012 (relazione pdl 122 ed articolato pdl 122 in esame al Consiglio regionale) infatti, assicureranno alla Toscana rinnovate metodologie di analisi e valutazione dei rischi idrogeologici e nuovi criteri in materia di edificazione. «In estrema sintesi – ha spiegato il presidente della Regione – non sarà possibile costruire dove i nostri nonni non avrebbero mai costruito, nelle zone a pericolosità idraulica molto elevata, negli alvei dei corsi d’acqua, nelle golene, sugli argini e sulle fasce laterali per una larghezza di dieci metri. Non sarà possibile “tombare” fiumi e torrenti, restringere, rettificare, impermeabilizzare gli alvei. Non potranno edificare né gli enti pubblici né i privati». Come recitano le nuove disposizioni per l’edilizia nelle aree a rischio idrogeologico, infatti, saranno vietate nuove edificazioni o trasformazioni morfologiche negli alvei, nelle golene, sugli argini e nelle fasce laterali per una larghezza di dieci metri dall’esterno dell’argine. Vietati anche i “tombamenti” dei corsi d’acqua, vale a dire qualsiasi intervento di copertura di fiumi e torrenti, così come interventi che comportino il restringimento o la rettificazione dell’alveo, impermeabilizzazioni del fondo e trasformazioni che possano essere di ostacolo il deflusso delle acque. I divieti stabiliti dalla proposta di legge per la finanziaria 2012 non si applicheranno a ponti e passerelle che non ostacoleranno il deflusso delle acque in caso di esondazione, né alle opere sotterranee compatibili con quelle già esistenti. «Se il Governo nazionale e il Parlamento seguissero questo esempio – ha continuato Rossi – l’Italia tutta sarebbe più sicura e ci sarebbe una data cerca per impedire edificazioni a rischio». Nelle zone pianeggianti sarà sempre consentita la realizzazione di opere lineari, ma a condizione che siano operati tutti gli interventi necessari alla messa in sicurezza. Nelle aree edificate saranno consentiti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria ed interventi di restauro e risanamento conservativo, mentre quelli di ampliamento e ristrutturazione edilizia saranno possibili solo a condizione che il progettista garantisca l’assenza di pericoli per cose o persone. «Nei prossimi mesi – ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Rita Bramerini – saremo impegnati a concludere lo studio sugli argini dei corsi d’acqua in Toscana, che sappiamo essere una delle opere strategiche per la difesa per i nostri centri abitati. E nel 2012 metteremo mano anche a un altro elemento conoscitivo prezioso, la ricognizione dei tombamenti esistenti per valutare e risolvere, dove possibile, quelle situazioni in cui si può ristabilire lo stato dei luoghi ante tombamento oppure, dove non è possibile, cercare di individuare gli interventi che migliorano la funzionalità dei tombamenti stessi». «Rispetto a sei anni fa, quando fu approvata la legge 1 – ha ricordato, invece, l’assessore regionale all’Urbanistica, Anna Marson – si sono verificati forti cambiamenti del clima, e di conseguenza nella portata e frequenza degli eventi meteorologici, che impongono di ripensare l’impianto di una legge che si confronta con molteplici situazioni di pericolosità idraulica e geomorfologica del territorio. L’adeguamento normativo cui stiamo lavorando sarà pertanto integrato con nuove disposizioni che si pongono l’obiettivo da un lato di un atteggiamento più precauzionale nei confronti delle trasformazioni del territorio, e dall’altro di un adattamento degli edifici che già insistono in aree a pericolosità idraulica».

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