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Dallo stadio alla scuola calcio, idee contro per uno sport sociale My Stamp

Firenze – Modi diversi di intendere, pensare, vivere lo sport. Filosofie e progettualità che si sono confrontate nella Sala d’arme di Palazzo Vecchio durante un incontro organizzato da Extra e dal Comune di Firenze con la collaborazione dell’Ussi: “Lo sport responsabile: progetti, idee e comunicazione per uno sport davvero sociale”.

Analisi, esperienze, progetti e iniziative rivolti allo sport nel suo complesso, dai praticanti agli spettatori, che sono stati raccontati da illustri protagonisti di questo mondo, un mondo sempre più universo in espansione e sempre più bisognoso di modelli e strumenti che ne sappiano accompagnare, se non indirizzare, lo sviluppo. Ecco allora che, concentrandosi sul calcio, sono risaltate problematiche e proposte concrete, calate nel quotidiano, che fanno i conti con il calcio ai massimi livelli, con il tifo, con l’insegnamento  ai bambini del gioco del pallone, con il rapporto tra il calcio e l’istruzione dei giovani che lo praticano.

Al centro, insieme alla palla, c’è sempre la società e il mondo civile, economico e culturale, ma per Cognigni, presidente della Fiorentina, il senso di appartenenza e il rapporto a un particolare territorio è decisivo. Dice Cognigni: “Il legame tra la nostra squadra di calcio e la città è un cordone ombelicale in un intrecciarsi continuo dove il calcio rappresenta Firenze con i suoi umori e sue aspettative. Siamo arrivati qui da 15 anni e raccolto un’eredità pesante perché non c’era nulla. Abbiamo dovuto ricominciare daccapo cercando di riportare la squadra nel palcoscenico che si meritava ovvero la serie A e in Europa. Abbiamo però messo in secondo piano lo sviluppo del settore giovanile che invece ora è uno dei nostri obiettivi, in modo che questo gioco rappresenti una filosofa, un modo di crescita. Siamo in contatto con le istituzioni e con la tifoseria a coinvolgiamo 200 aziende del territorio. Abbiamo messo i colori dei Rioni di Firenze sulle maglie per un coinvolgimento più pieno. E abbiamo altre iniziative in ponte. Stiamo lavorando in partnership con gli Scolopi per il futuro professionale di quei ragazzi che poi non giocano più. Stiamo cercando uno spazio per il nostro settore giovanile e mi auguro sia un processo più veloce di quello occorrente per lo stadio -scherza Cognigni- Abbiamo bisogno di spazi più razionali, che vogliamo concentrare e stiamo cercando l’area più adatta per farlo. La nostra squadra è e rimarrà sempre inscindibile con la società che la circonda”. E quanto sia importante il nuovo stadio per Firenze, il presidente della Fiorentina lo ha ribadito a margine dell’incontro: “Abbiamo bisogno di nostre strutture e abbiamo bisogno, come il comune, di sapere i tempi per lo stadio, di tempi certi. Chiesa? A gennaio scorso voleva rimane con noi e non credo cambi idea”.

E’ da un’altra ottica che Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione allenatori Italiani di calcio, inquadra la questione calcio: “Questo è uno sport per far stare insieme e bene i ragazzi. Tutti. E su questo ci siamo impegnati. E ci siamo mossi da una premessa che non è data per scontata da tutti. Lo sport in se non ha valori. Li ha se ce li mettiamo noi. Noi abbiamo pensato una scuola calcio particolare, dove ci sono poche regole. Perché regole non ne vogliamo mettere ma vogliamo che ci siano grazie alla partecipazione dei ragazzi. Ne diamo una, quella del comportarsi bene. Ed è da questa che i ragazzi cominciano a chiedersi cosa vuole dire per poi imparare a darsene altre. Quando ci si accorge che ce ne è il bisogno allora ci si ferma, ci si mette in cerchio, perché il cerchio fa funzionare il gruppo, e se ne discute. E quando ci sia allena non si appartiene alla scuola calcio, o alla città o alla nazione. Ci stiamo sforzando di far sentire i ragazzi come cittadini del mondo. Faccio due esempi. Una vola ho trovato un bambino che piangeva perché i compagni di squadra gli dicevano che suo padre era uno sbirro. Potevamo intervenire dicendo che così non si fa e invece sono intervenuti, ad un allenamento successivo, due agenti che hanno raccontato il loro lavoro. Oppure un’altra volta abbiamo trovato un bambino chiuso per gioco dentro il bagno. Potevamo intervenire dicendo che così non si fa ma abbiamo preferito dire loro che era un sequestro di persona che ci voleva una punizione e che ero io che dovevo punire. Ma era giusto? Allora che si fa? Abbiamo organizzato un processo con i ragazzi avvocati e il colpevole è stato condannato con la condizionale a pulire lo spogliatoio due volte. Potevano perdere la partite però i ragazzi hanno imparato altre cose. Lo sport e la parte agonistica dello sport hanno un valore ma non è detto che debba essere la parte essenziale. I nostri ragazzi fanno anche attività che non gli piacciono e le andiamo a scegliere apposta perché in futuro non è detto che potranno fare cose che gli piacciono. Avremo un incontro con Libera per capire il concetto di legalità. Ci alleniamo anche a quello. Arrivare primo può essere un valore ma non deve essere ossessione. Non vogliamo passarci avanti ma cercare di camminare uno accanto all’ altro e tenendosi per mano”. Una cosa che non accade spesso nel calcio e dopo aver difeso Montella e Pioli, elogiato Spalletti e il presidente dell’Empoli Fabrizio Corsi perché ha creduto in Sarri, pronosticato l’Italia vincente contro la Svezia grazie agli anziani e con Chiesa se s farà rovare pronto, Ulivieri ha concluso: “Sono orgoglioso ed emozionato per i successi della Fiorentina Women’s che sono un mesaggio importante di civiltà. Forse dalle nostre parti riusciamo a essere più avanti”.

 

Il programma del’incontro prevedeva poi numerosi interventi tra i quali quello di Francesco Franchi che a lungo si è soffermato sull’attività della Fondazione Artemio Franchi impegnata in una reale sinergia tra sport, scuole e università, del patron della Azzurra Volley Wanny De Filippo , dell’assessore allo sport di Firenze Andrea Vannucci, dell sottosegretario Miur Gabriele Toccafondi, del presidente Estra Francesco Macrì, del presidene Cip Toscana, Massimo Porciani

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