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Dance Festival: Pia e Caravaggio, nel cuore della creatività artistica Spettacoli

Firenze – In controtendenza rispetto  a tante altre manifestazioni il Florence Dance Festival si svolge quest’anno per la prima volta indoor, sul palco dell’efficiente Teatro della Compagnia. Niente chiostro del Bargello né quello di santa Maria Novella, dunque, ma non è tutto negativo l’impatto della pandemia sullo spettacolo dal vivo.

Il teatro, in particolare questo teatro che ospita sempre il meglio dei vari settori artistici, concilia la concentrazione e la riflessione. Intensifica l’aspetto di studio e ricerca delle compagnie, mette in evidenza le opere più riuscite. Del resto alcune delle produzioni sono state create appositamente per questa manifestazione.

Ed è esattamente ciò che si sono proposti quest’anno Marga Nativo e Keith Ferrone direttori artistici e organizzatori del festival quando hanno impostato la manifestazione dell’anno del Covid come una rassegna di quantp di meglio producono compagnie, ensemble, coreografi in Toscana e in Italia, visto che il virus blocca le tournée degli artisti internazionali. “Per carità, quando sarà possibile torneranno anche loro”,  rassicurano, alludendo a ospiti illustri pronti a venire l’anno prossimo se ci saranno le condizioni.

Intanto  cogliamo l’occasione di seguire i migliori, giovani e realtà e promesse della danza italiana: “Il Festival diventa garante per le realtà artistiche di oggi affinché diventino il fiore all’occhiello del nostro domani”, ribadiscono. A questo concetto fa riferimento il titolo del Festival: “Future Perfect, La potenza in atto”.

Il movimento della danza sta ripartendo seppure faticosamente. Dilettanti e professionisti hanno ricominciato a frequentare le scuole e anche il Florence Dance Center di Marga Nativo è riaperto anche se il ritorno dei bambini è legato ai problemi non del tutto risolto della riapertura delle scuole.

Il programma del Festival (fino al 16 settembre) prevede due pièce a serata, mettendo a confronto stili e idee di due diversi centri creativi. Il 3 settembre è stata di scena la Compagnia Motus diretta da Simona Cieri con “Pia”, una performance che fa riferimento alla figura dantesca di Pia de’ Tolomei per denunciare con linguaggi contemporanei la violenza di genere, la cui natura non è cambiata dal Medioevo a oggi come sottolineano le musiche e i suoni che coprono tutta la gamma della sofferenza femminile da Hendel alla rumba triste di Historia de un Amor.

Il secondo pezzo è stato presentato dalla Lyricdancecompany diretta da Alberto Canestro, con il pezzo Caravaggio, Amor vincit omnia. Qui il linguaggio usato è una rivisitazione del balletto classico scelto opportunamente per costruire variazioni dinamiche e compositive sugli spunti pittorici del grande maestro secentesco. Dinamicità, fisicità, colori e luce (con le musiche raffinate di Enrico Fabio Cortese) sono corrette rivisitazioni dell’arte caravaggesca che nell’insieme formano uno spettacolo di notevole impatto visivo. Si parte da un particolare meravigliosamente dinamico di una pittura di San Luigi dei Francesi, per passare alla Morte della Vergine, ad Amor vincit omnia e così via. Canestro cerca di andare al centro dell’ispirazione del pittore, scomponendo e ricomponendo gli elementi tecnici fondamentali della sua ispirazione.

Domani 5 settembre altre due compagnie presentano i loro ultimi lavori.  Oniris Dance Lab nata nel 2015 dall’idea di Maila Saporito di creare un ambiente di ricerca del movimento con “L’enigma Senza Fine” e COMPANY BLU di Charlotte Zerbey e Alessandro Certini con “SEA RANT declamare il mare”.

Foto: Lyricdancecompany: CARAVAGGIO Amor vincit omnia (foto di Botticelli)

 

 

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