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Dandelion, storia di due giovani imprenditrici STAMP - Lavoro Nuovo

Dandelion significa soffione, un fiore impalpabile e sfuggevole che purtroppo il suono della traduzione italiana tende ad appesantire. Il termine inglese al contrario è una cantilena per la nostra lingua, una parola a tratti magica che rievoca oggetti preziosi, un inno alla spensierata giovinezza che non abbandona i ricordi e le tradizioni, la definizione perfetta per  descrivere i raffinati gioielli creati da Carlotta, 21 anni e Carlotta, 29. Due ragazze imprenditrici che circa un anno fa, a spasso per il mercatino di Forte dei Marmi, sono rimaste affascinate da una striscia di macramè e hanno deciso di farne orecchini. Uno sprazzo di creatività artigiana che le avrebbe portate ben lontano dalla produzione a fini personali condita da regali ad amici e parenti, bensì,  a distanza di solo un anno, alla soddisfazione di ammirare le proprie creazioni dalle vetrine dei negozi.

Sembra proprio una bella fiaba contemporanea  quella di Dandelion Firenze, gli ingredienti ci sono tutti:  le due giovani che in tempo di crisi si fanno strada e aprono un’azienda artigiana,  la ripresa della lavorazione che veniva fatta ai ricami tra ‘800 e inizio ‘900, un laboratorio che pare una piccola casa per le bambole fatta di colori pastello e banchi di lavoro merlettati.

“L’idea è nata quasi per gioco” spiega Carlotta, la più giovane, “il successo dei nostri orecchini  tra i conoscenti ci ha spinto a tentare la strada dal punto di vista aziendale, convinte della possibilità di differenziarci dai prodotti di massa grazie alla ricerca dei materiali, all’utilizzo di pizzi antichi e al lavoro artigiano. Abbiamo così iniziato a proporre i nostri gioielli a qualche negozio e anche in questo caso abbiamo avuto un riscontro positivo, da Firenze siamo arrivate ad alcuni negozi di  Arezzo, Pistoia, Forte dei Marmi e Pietrasanta, fino a Milano e intendiamo ampliarci anche verso il mercato internazionale.” Un lavoro certosino fatto di pinzette e Swaroski, acqua e zucchero per inamidare i tessuti e il giusto mix di pigmenti naturali per vestire dell’adatta sfumatura i gioielli, raffinate delizie per intenditori create con gusto e passione dalle due giovani fiorentine.

Le parole di Carlotta trasmettono un’inaspettata maturità, quella dei  21 anni di una volta, la  voglia di crescere e l’amore per il proprio prodotto che  seminano rispetto e speranza in un panorama di pessimismo e di rassegnazione: “La mattina mi alzo volentieri per  venire in laboratorio, ritengo sia importante reinventarsi credendo nel proprio lavoro, perché spetta ai giovani risollevare tutta la situazione,. Anche chi non ci conosce personalmente, guardando i prodotti Dandelion può cogliere la passione, la ricerca dei materiali che ci sta dietro e la volontà di rinnovarsi pur mantenendo la tradizione.”

Sembra essere filato tutto liscio per le due ragazze che in materia di difficoltà, citano solo complessità nel trovare dei finanziamenti regionali e statali al femminile, tagliati per la loro tipologia di impresa. Ammettendo una certa negligenza nella ricerca intendono occuparsene al più presto poiché saranno necessari  all’azienda due nuovi macchinari, uno per la saldatura e uno per l’incisione, spese che il guadagno dei prodotti al momento non potrebbe coprire: “Per ora ci stiamo autofinanziando e speriamo presto di ottenere anche un utile dal nostro lavoro, quello che abbiamo guadagnato finora lo abbiamo sempre reinvestito”. Ma i progetti per il futuro lasciano ben sperare e anche un po’ sognare: l’immagine di una casa colonica da ristrutturare dove affiancare alla produzione di orecchini una scuola di ricamo che prende forma nei sogni delle due Carlotte ci fa volare in un tempo che non è il nostro, su un’isola felice ritagliata e ricamata da due giovani al largo della crisi, dove un’idea può diventare un progetto e un progetto può diventare un lavoro, il lavoro che abbiamo scelto, fatto di soddisfazione e passione.

Silvia Giordano

copyright: www.lavoronuovo.org

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