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D’Angelis: il trasporto pubblico è un’urgenza nazionale Politica

Lo spostamento di molti abitanti dalle città a Comuni periferici provoca un massiccio ricorso alle auto. Ma questo problema non mi sembra adeguatamente affrontato.
"I dati dell'ultimo anno ci indicano trend mai registrati in precedenza e persino sorprendenti che segnalano un cambio di mentalita' e abitudini da parte degli italiani. Causa soprattutto la crisi ma complice la voglia di respirare aria pulita e non rimanere intrappolati nel traffico e nello smog, sempre piu' persone lasciano a casa l'auto e scelgono il mezzo pubblico o anche la bicicletta – basta guardare agli acquisti che dopo 48 anni segnalano la supremazia delle due ruote con 1700000 bici contro 1400000 di veicolo immatricolati – per gli spostamenti quotidiani. La crisi ha fatto anche crollare di circa il 10% i consumi di carburante e accelerato una maggiore richiesta di trasporto pubblico nelle citta', nei centri storici ma anche per chi sta nelle periferie, per circa il 15% in più. Il nostro dovere e' di garantire maggiore qualita' ed efficienza nei trasporti pubblici locali e regionali, settore centrale per la qualità della nostra vita ed oggi in piena emergenza. Io trovo positiva la frenata del dominio, anche culturale, dell'automobile e bisogna lavorare per città più vivibili e a misura di utenti oggi deboli come pedoni e ciclisti".

Il Ministro Lupi le ha affidato le deleghe al trasporto pubblico locale e ai progetti di mobilità urbana e alle infrastrutture idriche, due settori difficili e che richiedono interventi urgenti.
"Due settori con un incredibile e assurdo arretrato di investimenti e attenzioni da parte dello Stato. C'e' sicuramente molto da lavorare e dal primo minuto non stiamo perdendo tempo. Per il trasporto pubblico abbiamo convocato al Ministero Regioni, sindacati e associazioni delle aziende e stabilito una road map che porti ad una riforma strutturale del settore. Per troppi anni, da almeno 18 anni, si e' andati avanti diminuendo ad esempio le risorse per il rinnovo dei mezzi del TPL passate da 2.3 miliardi ai 111 milioni di oggi. Abbiamo anche le aziende  italiane che costruiscono autobus e treni in crisi! Va invertita la tendenza e gia' dalla prossima legge di stabilita' bisogna guardare al rinnovo del parco mezzi come una urgenza nazionale! Oggi gli autobus che circolano in Italia sono circa 45000, possibile che la nostra media d'invecchiamento sia di 13 anni a fronte di quella europea di appena 7? Il percorso che ci siamo dati porta in tempi brevi ad affrontare anche altri nodi non piu' rimandabili come l'avvio delle gare per il servizio ferroviario regionale e su gomma per aprire davvero alla concorrenza che produce qualità e anche maggiori tutele verso i lavoratori in uno dei settori più immobili e in gran parte al collasso. Lo hanno fatto pochissime realtà come Firenze, Como, Verona. Bisogna poi riaprire il tavolo per il rinnovo del contratto dei lavoratori fermo da 5 anni".

E l'acqua?
Il settore idrico è tornato finalmente al centro dell'agenda di Governo dopo anni di rimozione. E' già attiva una task force con Regioni, Autorita' idriche nazionale e regionali, aziende di Federutility per gestire e soprattutto rilanciare gli investimenti sui territori. L'Italia e' in gravissimo ritardo drammatico soprattutto in tema di depurazione e fognature (2 italiani su 10 senza fogne, 3 su 10 senza depuratori) e a breve scatteranno le multe Ue che colpiranno il nostro Paese con 700 milioni l'anno fino alla conquista della depurazione. Dobbiamo correre. Ci sono 480 cantieri per 4.8 miliardi di euro già finanziati a livello locale dalle principali aziende idriche e gia' pronti a partire, ma fermi. E' assurdo in un fase di crisi profonda in cui aumentano i disoccupati! Ho chiesto all'Autorita' nazionale di arrivare al piu' presto alla stabilizzazione della tariffa in modo che le aziende abbiamo maggiore facilita' di accesso al credito e possano dare il via a nuove opere che significano anche lavoro e economie locali".

Come si può adeguare una rete di trasporto pubblico locale in modo che divenga il mezzo di trasporto largamente prevalente? 
"Dobbiamo entrare in Europa a testa alta e con gli standard dei paesi più avanzati che apprezziamo quando visitiamo Londra, Parigi, Berlino o Barcellona. Puntiamo sulla cura del ferro, tramvie e metropolitane, a rendere le nostre citta' sempre piu' adeguate e sicure alla nuova mobilita' urbana richiesta da ciclisti e pedoni. E puntando sull'intermodalita' per poter portare ad esempio la propria bici sul mezzo pubblico. In diverse citta' italiane si lavora ad una nuova pianificazione degli spazi con un'attenzione particolare al nuovo modo di spostarsi".

Ma per  il trasporto ferroviario  investire resta difficile se non si aprono nuove linee. Ad esempio nell'area fiorentine, i treni pendolari appaiono penalizzati dall'alta velocità.
"Dovrà accadere esattamente l'opposto. I pendolari che studiano e lavorano sono penalizzati da troppo tempo, spesso viaggiano in condizioni da Far West e non sono viaggiatori di serie B ma la stragrande maggioranza di chi sceglie il treno. L'Alta Velocita' e' una grande conquista e un passo importante nello sviluppo e nella modernizzazione delle infrastrutture di trasporto nel nostro Paese ma e' importante tornare ad investire soprattutto sulle tratte regionali che hanno bisogno della cura della qualita'. Per liberare le linee alla cura del ferro e' evidente che la Tav a Firenze è il nodo fondamentale, ci auguriamo che i lavori ripartano presto e si recuperi il tempo perduto".

C’è poi il problema del costo dei biglietti e degli abbonamenti pendolari che dovrebbero essere  più  incentivanti per lasciare a causa l'auto.
"Sicuramente, sia per il trasporto ferroviario che per gli autobus c'e' bisogno di una flessibilità della biglietteria e di modulare le tariffe incentivando gli utenti di ogni giorno. Per lasciare a casa l'auto serve pero' anche uno scatto su qualita' ed efficienza e su questo ci impegneremo, non e' piu' tempo di rinvii, ma di azioni concrete".

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