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Ungulati, Cia:”Risarcimenti certi e norme adeguate” Cronaca

350mila capi, divisi a metà tra cinghiali e caprioli, più alcune migliaia tra daini, cervi e mufloni. Queste sono le nuove stime sulla presenza degli ungulati in Toscana, presentate nel corso di un convegno sulla gestione faunistica organizzato a Firenze dall’Accademia dei Georgofili. «Sono dati impressionanti – commenta Marco Failoni della Cia Toscana – perché vuol dire che in un anno c’è stato un aumento pauroso, pari al 20% dei capi, nonostante i grandi sforzi messi in atto dalla Regione e dalle province toscane. La situazione è ormai totalmente fuori controllo. Ed è la abbondante proliferazione degli ungulati che rende drammatico il problema dei danni all’agricoltura, che rischiano di far chiudere migliaia di aziende». Eppure il Piano faunistico della Regionem, approvato lo scorso anno, sancisce il principio di piena tutela del reddito degli agricoltori.
Secondo la Cia Toscana all’origine di questo squilibrio ambientale c'è la legge nazionale 157/92, ormai inadeguata e superata perchè nata sull’onda dei referendum contro la caccia, con l’obiettivo di proteggere la fauna senza guardare alle conseguenze sull’agricoltura e sullo stesso equilibrio ambientale. Questa legge, secondo CIa, è divenuta un ostacolo all’equilibrio tra ambiente, fauna e agricoltura. Ma i problemi e contraddizioni dello scenario provengono anche dal mondo venatorio, perchè – sottolinea Giordano Pascucci presidente Cia Toscana – il Consiglio regionale si appresta in questi giorni ad approvare alcune modifiche alla legge regionale per dare risposta ad alcune istanze delle Associazioni venatorie, con le quali modifiche le imprese agricole corrono il rischio di non vedere risarciti i danni della fauna selvatica alla loro produzione. Per gli agricoltori – conclude Pascucci –  sarebbe grave ed inaccettabile se, in occasione di questa revisione, non si tenesse conto della richiesta, vitale per le imprese agricole, di adeguare le norme che definiscono gli interventi preventivi e le risorse per i risarcimenti dei danni agli agricoltori»

Le dichiarazioni
«Con una Legge nazionale basata sul principio, ormai anacronistico,  della conservazione e dell’incremento delle specie – sostiene Marco Failoni – ogni tentativo di riportare sotto controllo la situazione, si scontra con lo strapotere dell’ISPRA, con i ricorsi alla magistratura, con un contenzioso infinito. Un cambiamento della Legge 157/92 – afferma Failoni – non può più essere rinviato».
«Occorre garantire agli agricoltori le risorse per la prevenzione e per il pieno risarcimento dei danni; su questo – sottolinea Giordano Pascucci, presidente Cia Toscana – attendiamo delle risposte dalla Regione Toscana: bisogna urgentemente modificare la legge regionale 3/94, per applicare concretamente i principi di piena tutela del reddito degli agricoltori affermati dal Piano faunistico regionale approvato lo scorso anno.

 

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