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Dante 700: agli Innocenti riscoperte nove pergamene della Commedia Cultura, Opinion leader

Firenze – Firenze, deuteragonista della Divina Commedia e luogo di tensione sentimentale del suo autore scopre nell’Archivio dell’Istituto degli Innocenti pergamene preziose che l’exul inmeritus ci ha lasciato come inestimabile eredità

…con altra voce omai, con altro vello ritornerò poeta, e in sul fonte del mio battesimo prenderò cappello… (Divina Commedia, canto XXV, Paradiso)

Da queste terzine traspare in Dante Alighieri la consapevolezza che l’eventuale rientro a Firenze, sarà nella maturità di saggezza e di esperienza artistica e come poeta della fede. Si vede incoronato con l’alloro poetico nel suo “bel S. Giovanni”, proprio là dove ricevette il battesimo entrando nella vita di fede.

Questo evento non si realizzerà mai nella sua vita terrena, il Divino Poeta scomparve esule a Ravenna nella notte tra il 13 e 14 settembre 1321.

Lunga è stata la strada del ritorno; lunga e solcata da guerre ma finalmente nelle celebrazioni dantesche del 1865 a Firenze, divenuta capitale, Dante fu protagonista della prima grande festa nazionale del Regno. Il 14 maggio del 1865 il re Vittorio Emanuele intervenne alla cerimonia di inaugurazione della grande statua del Poeta in piazza S Croce.  L’evento rappresentò il necessario segno di espiazione dei fiorentini per l’esilio inflittogli.

Oggi 2021, settecentenario della morte, Firenze e la Toscana hanno celebrato l’evento con un calendario fitto di eventi durante tutto l’anno.

Dal restauro del cenotafio nella Basilica di Santa Croce del 25 marzo 2021 fino ad oggi 18 novembre, la riconciliazione di Firenze con il Sommo Poeta si è concentrata sull’elemento fondante dell’identità culturale italiana, dimostrando l’attualità del suo capolavoro poetico e la profondità storica e critica della sua opera.

Dante Alighieri (Firenze1265/ Ravenna 1321) nella sua adolescenza vide l’inizio della trasformazione urbana della città, che porterà in seguito, in pochi decenni, alla grande Firenze, una città di largo respiro, di opulenza e di prestigio. In essa vide sorgere edifici monumentali e chiese di eccezionale bellezza. Ma non vide la realizzazione della grande opera di Brunelleschi, l’Ospedale degli Innocenti (1419) dove adesso è stata ritrovata questa Sua eredità inaspettata.

Nell’archivio dell’Istituto sono venute alla luce le pergamene trecentesche della Commedia custodite lì per secoli.

La Commedia dantesca, sin dalla scomparsa del Poeta, divenne nel Trecento, il testo più tramandato per iscritto solo dopo la Bibbia ed anche il primo testo stampato in lingua italiana nella seconda metà del ‘400.

Da quest’ultimo periodo avvenne un rapido declino dei vecchi codici manoscritti e le pergamene vennero utilizzate da cartolai e rilegatori che ben conoscevano la virtù di resistenza e durevolezza  di questo materiale nell’arte legatorie. Tali pergamene vennero così utilizzate scorporandole dai codici originali e inserendole in moderni volumi come rinforzo delle coperte o come “carte di guardia” nei più recenti volumi.

Questa prassi fu usata per la realizzazione di libri e registri contabili di ottima qualità.

Le nove pergamene della Commedia esposte oggi nella sala San Giovanni appartengono a cinque registri cinquecenteschi della Famiglia Violi, lanaioli e tintori fiorentini che ne fecero beneficiario l’Ospedale degli Innocenti.

Già nel 1912 furono individuate nell’archivio, purtroppo distaccate dai registri originali e riunite in un unico fascicolo nominato “estranei”.

Nei recenti studi archivisti dell’Istituto è stata ricostruita la loro funzione nei libri contabili riallacciando il vincolo archivistico che permette di avere informazioni aggiuntive che ci consentano una più corretta interpretazione. Si è potuto così risalire anche al cartolaio di via della Condotta che nel 1580 rilegò i libri contabili riutilizzando le pergamene dantesche.

Sono oggi esposte nella sala San Giovanni, quasi a ricordarci che il poeta in San Giovanni voleva tornare. Non è certo il luogo del suo battesimo, ma certo evocativo del suo desiderio.

La sala è piccola, pare uno scrigno. Un forziere che va pian piano scoperto come il tesoro nascosto che costudisce. Accanto alle pergamene, i registri originari. Tutto contenuto in bacheche di cristallo che ne ribadiscono l’alto contenuto artistico e il legame relazionale che tra essi intercorre. S’intravede da una vetrata l’Archivio. Luogo dove il tesoro celato e divenuto tesoro rivelato.

 

Una eredità inaspettata

I frammenti della Commedia dantesca nell’Archivio dell’Istituto degli Innocenti

Dal 18 novembre al 28 dicembre 2021

Sala San Giovanni

Istituto degli Innocenti

Piazza SS Annunziata 13

Firenze

 

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