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Dante 700: nel 1965 l’omaggio spettacolare all’universalità del Poeta Cultura

Firenze – Più di cinquecento padri conciliari in rappresentanza di ogni continente e i più alti rappresentanti delle chiese e delle comunità cristiane separate, tra i quali il metropolita di Costantinopoli Emilianos, parteciparono il 13 e il 14 novembre 1965 alle celebrazioni promosse dalla Chiesa fiorentina in occasione del settimo anniversario della nascita di Dante Alighieri.

La loro presenza a Firenze voluta dall’arcivescovo cardinale Ermenegildo Florit d’accordo con il Papa Paolo VI rappresentò uno degli omaggi più spettacolari alla universalità del grande poeta fiorentino. Il corteo dei vescovi , che partecipavano al Concilio Vaticano II che avrebbe concluso i suoi lavori l’8 dicembre successivo, fu un evento che coinvolse tutta la città. La sera del sabato 13 novembre si riunirono in Santa Croce dove Florit li salutò, il segretario di Stato vaticano cardinale Amleto Cicognani lesse il messaggio di Paolo VI e il vescovo Giovanni Fallani pronunciò il discorso commemorativo.

Il giorno dopo in cattedrale si svolse una concelebrazione, insieme all’arcivescovo di Firenze, di dodici dei padri conciliari rappresentanti dalle varie parti del mondo.  Seguì una seconda processione in Battistero “omaggio al Poeta sommo cantore della Fede Cristiana”, con la deposizione di una corona d’oro e il monogramma di Cristo d’oro dono del Papa sul luogo del fonte battesimale di Dante. La celebrazione del VII centenario della nascita “del suo grande figlio – disse Florit – offre alla Chiesa fiorentina un’occasione singolare perché in nome della fede e dell’arte, della cultura e del senso umano e cristiano universale mostri anch’essa al mondo che l’appello del Concilio ecumenico penetra veramente nei nostri cuori”.

La foto che ritrae l’incontro dei padri conciliari con il sindaco di Firenze Lelio Lagorio, quella che ritrae il volo dei piccioni che portano a Ravenna il messaggio della Chiesa fiorentina  e le notizie sono tratte da un fascicolo “La Chiesa fiorentina a Dante Alighieri” che fu pubblicato la vigilia di Natale del 1966, quando l’Arno aveva violato anche il Bel San Giovanni e Paolo VI era venuto a esprimere il suo conforto e il suo incoraggiamento alla città: “Una pubblicazione uscita proprio stasera rievocando un centenario riflettente un Uomo e un Tempo molto lontano nei secoli che può significare la continuità ideale tra passato, presente futuro nella vita e nella storia di Firenze”.

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