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Dante 700: Prato non ci sta e lancia idee e proposte Cultura

Prato – Il nome di Dante Alighieri fa discutere anche a distanza di 700 anni dalla morte. Il motivo è la mancata partecipazione del Presidente Anci Matteo Biffoni alla conferenza stampa agli inizi di gennaio in Regione su “Dante 700” riguardo le iniziative culturali dei prossimi mesi nei Comuni toscani sul Sommo Poeta.

Il Sindaco di Prato getta acqua sul fuoco: “Eugenio Giani ha espressamente citato Prato tra i 101 comuni -dice – Probabilmente faremo una iniziativa tra Comune, Museo Casa di Dante e Regione nel periodo dell’annuale dantesco (verso maggio giugno). E la mostra itinerante forse sarà ospitata anche a Prato magari proprio in quel periodo… siamo già in contatto per organizzare al meglio mostra e iniziativa”.

Alcuni studiosi rilanciano. Per Don Marco Pratesi, canonico della Cattedrale, direttore della Scuola diocesana di teologia e bibliotecario della Roncioniana, Covid permettendo “sarebbe  utile coinvolgere i ragazzi delle scuole cominciando da quelli che frequentano le medie fino alle superiori perché Dante Alighieri è una personalità importantissima del panorama culturale italiano”.

E aggiunge: “Anche gli adulti però devono poter avere la possibilità di approfondire il Sommo Poeta. E sarebbero auspicabili incontri, convegni, cicli di conferenze con esperti della materia. Anche per questo motivo  la Scuola di Teologia di Prato terrà un corso su “Dante questo sconosciuto” che sarà svolto dal teologo Don Gianni Gualtieri, conoscitore ed esperto di Dante e la sua storia. Nella Biblioteca Roncioniana, invece,verrà esposto un manoscritto non completo de “La Commedia” risalente al ‘400 che sarà inaugurato con una conferenza sulla vita del Poeta aperta a tutti, sempre nel rispetto delle norme anticovid”.

Per lo scrittore Edoardo Nesi vincitore nel 2011 del premio Strega con “Storie della mia gente”, e attualmente in cima alle classifiche dei libri più venduti in Italia con il suo ultimo libro “Economia Sentimentale”, occuparsi  di Dante a Prato significa  “celebrare ogni iniziativa culturale che affondi le sue radici nella letteratura del passato soprattutto in questi giorni così  difficili, non può essere più che corretta. Del resto Prato negli ultimi tempi ha creduto molto nella cultura con la creazione del Pecci, il restauro di Palazzo Pretorio, la ristrutturazione della Biblioteca Campolmi, e della Roncioniana, che denotano quanto interesse questa città mostri nel settore culturale”.

Nesi conclude affermando che “è importante proporre una cultura ampia, condivisa e di popolo”.

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