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Danza: Sara Sguotti, la rifondazione dello spazio umano Spettacoli

Firenze – Riapre Cango e riappare sulla scena la forza misteriosa ed empatica della danza contemporanea. Sulla pedana la straordinaria fisicità di Sara Sguotti che ha presentato a un pubblico di giovani un pezzo dal titolo Some Other Place, qualche altro posto, ideato e coreografato dall’artista con le musiche live di Spartaco Cortesi. Un ritorno dal vivo di questa forma d’arte che fa del Centro di produzione Virgilio Sieni uno dei luoghi più creativi e interessanti della città.

Entrando nella sala il pubblico si concentra subito sul corpo di Sara che a terra supina trasmette un’energia controllata fortemente espressiva. Con movimenti che gradualmente coinvolgono tutte le sue parti, questo corpo forte e armonioso comincia una sorta di fondazione dello spazio, disegnandolo con linee e sospensioni temporali. Esso acquista così la sua identità, esiste in quanto creato dalla danzatrice.

Nella mente dello spettatore viene immediata la correlazione fra questa azione creatrice e lo smarrimento che ha lasciato dietro di sé  il  confinamento in spazi chiusi ed esausti a causa di gesti ordinari così a lungo ripetuti. Per tornare a riempire i vuoti lasciati da una realtà di paura e di noia occorre ripartire dalla coscienza delle relazioni fra il se stesso fisico e lo spazio nel quale esso trova la sua espressione. La luce asseconda questa ricerca.

Ora le cose però non sono come ci si aspettava. Il luogo non è quello che la fondatrice voleva. Il dubbio si impadronisce di lei. La spinta creatrice rimane sospesa, lo sguardo esprime disorientamento e gli stessi movimenti si fanno incerti e timorosi. Un grande cerchio illumina la parete con ciò che rimane di un grande arbusto privato della sua linfa vitale.

E’ questo il posto nel quale si può raggiungere l’equilibrio sempre cangiante fra coscienza e corpo? Non ci potrebbe essere un qualche altro luogo (some other place) dove lo spazio dell’uomo richiede prima di tutto la riconciliazione con la natura? Non è più il tempo  della esclusività egoistica dell’essere umano, ci dice Sara Sguotti. E’ il tempo dell’inclusione di ciò che sta tutto intorno e rende possibile la realizzazione dell’individuo. Il corpo di Sara diventa un canto accorato perché ciascuno maturi una nuova consapevolezza.

Lo spettacolo presentato in due repliche nella stessa giornata di venerdì 21 maggio ha concluso il progetto Novissimi, a cura di Virgilio Sieni, dedicato a giovani coreografi italiani under 35.

Foto: Sara Sguotti ph Enzo Rapezzi Photographer

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