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Danza: Ventiventi, parabola del cambiamento in atto Spettacoli

Firenze – Al Cango in prima nazionale “Ventiventi “ ideato e coreografato da Sara Sguotti con la Compagnia Opus Ballet diretta da Rosanna Brocanello.  Lo spettacolo sarebbe dovuto andare in scena l’anno scorso, poi rinviato a miglior data a causa del Covid. Dopo “Some other place” presentato qualche giorno fa, quest’opera è la conferma che la giovane coreografa non solo ha fatto propria la lezione tecnica di grandi maestri, come Virgilio Sieni, ma soprattutto possiede una poetica matura che parla allo spettatore.

Ventiventi è la metafora del cambiamento al quale ha dato il via l’anno della pandemia da coronavirus. Sara usa la parola “rivoluzione” che si produce come in un “processo alchemico”.

I messaggeri di questo cambiamento sono  i sei danzatori della Compagnia Opus Ballet. I loro corpi si intrecciano e si sciolgono, “le geometrie  si compongono e si sovrappongono attraverso la mimesi, accogliendo la forma dell’altro”. I colori dei costumi, che identificano le diverse risposte di ciascuno in questa processo dinamico che non si ferma mai (tre danzatori in nero, due in rosso e una in bianco), si dividono per poi andare “alla ricerca di un corpo unico”.

Quando gli stessi colori si separano dal gruppo e si uniscono fra loro è come se perdessero il senso della misura. Si smarriscono in un barocchismo fiammeggiante di figure, anche atleticamente raffinate e ardite, ma inutili come macchine celibi di Marcel Duchamp.

Solo la danzatrice in bianco riporta alla semplicità dei gesti e dei movimenti. Non ordinarietà, piuttosto rigore ed essenzialità, unico punto di partenza che può dare un segno positivo al  cambiamento e consolidarlo. La base musicale suggerita da Spartaco Cortesi sottolinea i passaggi da uno stato di equilibrio di partenza, all’ esplosione degli elementi, al loro ritrovarsi conclusivo. Da suoni dell’ambiente naturale, a Chopin, fino a una tecno-dance finale che segna la creazione di quello che Sara chiama un nuovo rituale.

Questo vede lo spettatore. Ma ciò che la coreografa gli trasmette è  la sintesi artistica di uno stato d’animo collettivo nell’anno di disgrazia 2020 (e seguente).  La percezione di un mutamento accelerato delle sue categorie mentali e delle sue sicurezze materiali che non è affatto detto che andrà a finire bene. Nella poetica di Sara Sguotto non c’è spazio per l’ottimismo a tutti i costi. C’è il richiamo a cercare nuovi valori comuni in un dialogo costante, uscendo dalla palude delle fazioni che contrappongono le loro convinzioni senza ascoltare le ragioni dell’altro, senza disponibilità a trovare mediazioni e composizioni che sono alla base di una più avanzata civiltà umana.

I sei danzatori di Ventiventi sono Aura Calarco, Emiliano Candiago, Sofia Galvan, Stefania Menestrina, Gaia Mondini,  Fredric Zoungla. I costumi sono stati realizzati in collaborazione con Polimoda International Institute Fashion Design & Marketing (Firenze). designed by Cote Charles, Roy Reeti, Sun Mingze. engineered by Gaia Baldesi, Matilde Mieti, Loretta Maria Casanova, Jeanette Gialketsis, Ayleen Brunner, Eleska Susanto, Chris Lawrenbert Hingpit, Irene Stroppa, Shile Xiao, Melania Sani,  Viola Naldini

 

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