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Danzainfiera: dodicimila firme per salvare i corpi di ballo Spettacoli

Firenze – Si è chiusa con una petizione per salvar i copri di ballo l’edizione di Danzainfiera che si è conclusa alla Fortezza da Basso di Firenze.

I temi toccati vanno dalla sopravvivenza dei corpi di ballo al trattamento economico dei singoli ballerini, comprese le garanzie di fine carriera. Nel corso dei dibattiti col pubblico è emerso l’auspicio che la danza, a tutti i livelli, possa riacquistare la dignità che le spetta e che, soprattutto in Italia che l’ha storicamente diffusa, sia considerata al pari di altre forme d’arte.

In particolare Luciano Cannito, raccogliendo il malcontento che serpeggiava già da tempo tra gli amanti della danza, si è fatto promotore di una petizione in favore della riapertura dei corpi di ballo nelle fondazioni lirico sinfoniche italiane e ha scelto Danzainfiera per presentare ufficialmente l’iniziativa alla stampa. In soli 6 giorni sono state già raccolte 12mila firme; 50mila è la quota auspicata da Dance&Culture, la rivista che ha lanciato l’appello. Per sottoscrivere la petizione “Morte dei Corpi di Ballo” basta andare su change.org.

Cannito, commentando l’evento, ha sottolineato: “Questa manifestazione racconta da sola cosa c’è dietro il mondo della danza e perché questi ragazzi non devono essere dimenticati, racconta quanta gente, quanta economia gira intorno alla danza.”

A conclusione della XII edizione Alessandro Sanesi, Patron di Danzainfiera, sottolinea: “Non usufruiamo di sovvenzioni statali: Danzainfiera è interamente finanziata con il nostro lavoro. Noi adulti abbiamo un ruolo fondamentale: quello di insegnare ai nostri ragazzi ad amare la cultura. Per questo ho deciso di investire ancora di più in questo evento e l’anno prossimo vorrei ampliarlo e farlo crescere ulteriormente”. 

Il Gala del sabato sera è stato lo spettacolo più seguito: tante star in scena a incantare il pubblico. Gli incontri con i grandi personaggi della danza sono stati tra i momenti più amati. Sempre più richieste le lezioni; la rivoluzione digitale ha eliminato totalmente le file e l’esperienza dei visitatori è notevolmente migliorata, offrendo loro molto più tempo per godere dei tanti eventi in programma.

Grande soddisfazione da parte degli espositori – provenienti da tutta Europa, ma anche Asia e America – che hanno già annunciato la presenza alla prossima edizione. Riconfermato il progetto Atelier Italia – per valorizzare la sartoria artigianale made in Italy – che già in fiera ha raccolto nuove adesioni.
 

 

 

 

 

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