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Dario Fo è morto, lunga vita a Dario Fo Cronaca, Cultura

Firenze – Dario Fo è morto, ma non può morire. L’ultimo grande rappresentante della cultura italiana a tutto tondo, il Premio Nobel, il fustigatore di potenti e restitutore della dignità agli oppressi, ha chiuso la sua vicenda terrena oggi, stamattina, alle otto, all’ospedale Sacco di Milano, a novant’anni. Tutto il mondo del teatro, della cultura e persino della politica, dà l’addio   al grande attore e drammaturgo, scrittore e premio Nobel per la Letteratura ma anche pittore, scenografo e attivista. E le sue opere, la sua leggenda, continua  più viva che mai. 

Così Saverio Barsanti, direttore artistico dell’Associazione Teatrale Pistoiese, lo ricorda. “Ci uniamo al lutto che ha colpito oggi il mondo della cultura italiana e mondiale per la scomparsa del grande autore ed attore Dario Fo, vincitore del Nobel per la Letteratura nel 1997.Tra le sue numerose occasioni pistoiesi, ci piace ricordare alcuni episodi tra cui la splendida conferenza-spettacolo tenuta in Piazza Duomo nel 1985 dedicata a Capitan Spaventa di Francesco Andreini, la presenza del suo spettacolo Il diavolo con le zinne (interpretato dalla moglie Franca Rame e da Giorgio Albertazzi) proprio nei giorni della consegna del Nobel a Stoccolma, vittoria che Franca Rame festeggiò dal palco del Manzoni. Ultima presenza di Fo a Pistoia in occasione del debutto del suo testo, Non si paga, non si paga, da lui diretto per Marina Massoni e Antonio Catania. Salutiamo, con grande dolore, l’ultimo Grande Uomo del Teatro italiano del Novecento.”

Anche il Carnevale di Viareggio esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di  Dario Fo, che con la manifestazione e i suoi artisti ha sempre avuto un forte legame, condividendo i valori popolari della satira e della commedia dell’arte.

“La cultura italiana perde un grande personaggio, un artista completo, attore, scrittore, pittore, regista”, afferma Maria Lina Marcucci presidente della Fondazione Carnevale, che, appresa la notizia mentre era al Lubec, la manifestazione dedicata alla Cultura e ai Beni culturali, e dove era stata invitata per presentare il Carnevale, ha voluto ricordare e salutare il Maestro, suscitando un caloroso applauso dalla gremita platea. “

Nel 1998 gli artisti Silvano e Alessandro Avanzini dedicarono a Fo il carro con cui vinsero quell’edizione del Carnevale. “Appena si seppe dell’assegnazione del Premio Nobel a Dario Fo – ricorda Alessandro Avanzini – mio padre ed io decidemmo di dedicargli il nostro carro per il Carnevale 1998. Quel Nobel in Italia fu contestato da alcuni e questo ci convinse che era il soggetto giusto per la costruzione”. Il carro vinse il primo premio. “Quando lo incontrammo, parlammo del ruolo della satira e della comicità – aggiunge Avanzini – e lui ci disse che oggi l’arte e la comicità hanno un grande ruolo educativo”. A Dario Fo fu assegnato il riconoscimento più importante del Carnevale di Viareggio: il Burlamacco d’Oro.

Una scultura in cartapesta dedicata al Maestro sarà collocata sulla costruzione allegorica di Jacopo Allegrucci dal titolo: “Un amore così grande” che sfilerà al Carnevale 2017.

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