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In aumento il numero degli italiani in difficoltà Società

In aumento: in aumento il numero delle persone ascoltate, in aumento il numero degli italiani, in aumento il numero dei senzatetto, in aumento i senza lavoro italiani.
E’ una lunga fila di dati in aumento, quella illustrata dal Dossier della Caritas 2011 all’apertura di “Dire&Fare” a Lucca. E nessuno di questi aumenti è foriero di buone notizie.
La Caritas realizza questo Dossier per la Regione con i dati tratti dai suoi 120 centri per l’ascolto sparsi sul territorio regionale.
Questo ottavo dossier registra il disagio crescente della popolazione.
E’ aumentato il numero delle persone ascoltate: dalle 24.153 del 2009 si è passati a 24.832 (+ 2,8%). Il trend di crescita è più consistente se rapportato al 2008: +10,4%. Pur restando straniera la maggioranza (il 74,5%), è in costante aumento il numero degli italiani: nel 2007 erano poco più di un quinto, adesso sono più di un quarto, il 25,5%. In valore assoluto gli italiani sono passati da 4.036 nel 2007 a 6.322.
Resta sempre maggioritaria la componente femminile: il 53,7% (un anno prima era del 52,8%), come maggioritaria è la quota con età compresa tra i 25 ed i 45 anni, il 52,9%, dato stabile. Aumenta invece ogni anno l’età media: nel 2004 era di 42 anni per gli italiani e di 32 per gli stranieri, adesso è rispettivamente 48,5 e 38 anni.
In aumento anche la percentuale dei senza tetto: il 7,5%, contro il 7% del 2009. L’8,1% vive in alloggi di fortuna (erano l’8,8% nel 2009), soltanto il 5% vive in una casa di sua proprietà e un altro 5% circa (quasi tutti italiani) vive in alloggi Erp. Sale lievemente la quota di italiani che vive in casa di proprietà: dal 13,2 del 2009 al 13,4%.
Cala leggermente la percentuale di stranieri con almeno un diploma o titolo equivalente: dal 47% si è passati al 46%. Oltre il 79% degli italiani ha un titolo di studio pari o inferiore alla licenza media, dato stabile rispetto al passato.
I disoccupati sono il 73,7% del totale, altro dato stabile. Aumenta la quota di senza lavoro di nazionalità italiana: dal 63% al 66%. Il dato riferito agli stranieri è in lieve diminuzione: dal 76,9% al 76,5%. L’11% degli italiani è pensionato.
Poco meno della metà degli stranieri ascoltati è europeo con la Romania ancora in testa come nazione di provenienza: oltre un quarto, in aumento, rispetto al 22,4% del 2009. Il 15% è di origine marocchina (13,9% nel 2009), l’8,2% albanese (7,3%), il7,6% peruviana (8,9%), il 5% circa somala (7,6%) e il 4% ucraina (stabile).
Ben oltre la metà degli stranieri (56% circa) ha dichiarato di essere arrivato in Italia da almeno 5 anni. Il 7% da meno di un anno. Quasi un extracomunitario su tre non ha permesso di soggiorno (dato comunque in calo sensibile, erano il 44% nel 2007).
Tra le questioni più affrontate durante i colloqui la povertà di risorse materiali (quasi il 37% rispetto al 31% di un anno prima), il lavoro (disoccupazione, sottoccupazione, sfruttamento, in totale il 36,5% dei casi, rispetto al 31,7% del 2009), la casa (7,3%) la salute (5,7%), la famiglia (5%) e, per gli stranieri, le questioni legate all’immigrazione (4,1% sul totale dei problemi manifestati dagli stranieri, dato in netto calo rispetto al 7,9% del 2009). Limitatamente agli italiani, al primo posto la mancanza di risorse materiali (44,4% rispetto al 40,2% del 2009), seguita dalla disoccupazione (27,9%, 25,1% nel 2009) e dai problemi legati alla casa (precarietà, sfratto, ecc.: 7%, dato in calo rispetto agli ultimi anni). Anche  per un terzo degli stranieri la povertà economica il problema principale (28,4% nel 2009), segue il lavoro (39,8%contro il 33,9%).
Oltre un quarto delle richieste è di beni e servizi materiali (22,8% nel 2009). Aumentano anche quelle di lavoro (22,5% contro il 19,3% nel 2009 e il 14% nel 2008), così come quelle di ascolto legato a progetti di intervento/accompagnamento e ad un adeguato orientamento ai servizi del territorio (28%, erano il 24% nel 2009 e il 17% nel 2008). Gli italiani chiedono soprattutto sussidi economici (quasi la metà, erano il 45,7% nel 2009), consulenza professionale (60,3%, erano il 56,3% nel 2009), beni e servizi materiali (34,9%, rispetto al 32,1% del 2009). Gli interventi di sanità/igiene personale (primo il servizio doccia) e quelli nell’ambito dell’istruzione provengono quasi esclusivamente da stranieri (rispettivamente, 85,2% e 94,3% nel 2010, 88,8% e 91,9% nel 2009).


 

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