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Ddl anti-corruzione, Sabelli: “Non più intercettazioni per indagini mafia” Politica

Roma – “Non sarà possibile utilizzare strumenti di indagine contro mafia”, ha detto  il presidente dell’Associazione nazionale magistrati Rodolfo Sabelli al quotidiano “la Repubblica”, commentando l’approvazione in Senato, dopo quasi due anni di accelerazioni  e ritardi,  del  ddl anti-corruzione”.

Il disegno di legge “Disposizioni in materia di corruzione, voto di scambio, falso in bilancio e riciclaggio”, presentato il 15 marzo 2013, è stato approvato ieri in senato con il nuovo titolo “Disposizioni inmateria di delitti contro la pubblica amministrazione, associazioni di tipo mafioso e falso in bilancio”, (scarica pdf) ed ora passa all’esame della Camera. “E’ un passo in avanti. Un’inversione di tendenza che non può far considerare chiuso l’intervento sulla corruzione” – ha commentato Sabelli – , sottolineando che “non sarà possibile utilizzare gli strumenti di indagine della mafia, a partire da intercettazioni, ritardato sequestro, attività sotto copertura“.

Sulle nuove norme sul falso in bilancio il presidente dell’Anm rileva ancora “una decisa inversione di tendenza rispetto alla riforma del 2002”, ma vede dei limiti “a partire dal fatto che non si potranno fare intercettazioni per i falsi delle società non quotate. Qualche incertezza potrebbe venire dal fatto che si parla di “fatti materiali non rispondenti al vero”. Toccherà alla giurisprudenza chiarire la nozione di fatti materiali”.

Il testo integrale: DDL anticorruzione Senato 2 aprile 2015 39392

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