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Alla Festa PD De Mauro batte Gori: l’uso ha nobilitato le vecchie “parolacce” Politica

Da una parte, sul palco centrale che solo qualche giorno fa si è infiammato per il comizio-intervista di Matteo Renzi, ci sono i grandi ex. L'ex ministro Gentiloni, l'ex direttore del Tg1 Gianni Riotta e Giorgio Gori, ex aspirante coordinatore della campagna alle primarie del sindaco di Firenze. Dall'altra, sul piccolo e isolato “Palco del Liscio”, il linguista Tullio De Mauro in una chiaccherata a due con Giovanni Cuperlo, detto Gianni, che è stato responsabile per la comunicazione nel Pd. Da una parte un pubblico modesto, nel senso numerico del termine. Dall'altra, il tutto esaurito e anche di più (in foto, i due pubblici a confronto). Qualche giovane volontario non nasconde il suo personale gaudio: «E ci mancava che Gori ne facesse di più», afferma beffardo. Ma, cifre e pubblico a parte, Gori di cose ne ha da dire tante. Non sul suo rapporto con il sindaco di Firenze, che alcuni indicavano come in crisi nelle ultime settimane. Ma sul programma sì.

Gori e la Rai – Per uno che è stato direttore di Canale5, parlare di televisione è più facile che parlare di sé stesso o della propria famiglia. Se poi si tratta di Rai anche meglio. E anche se Gori afferma di «non aver personalmente lavorato a questo programma», non nasconde che una mano al sindaco Renzi sui temi a lui più congeniali non l'ha certo negata. E allora, sotto con un argomento di quelli da crisi governative, la privatizzazione dell'emittente di Stato. «Non ne abbiamo parlato», afferma in un primo tempo. Salvo poi correggere il tiro e specificare che, poiché la Rai «ha fatto tanti mestieri» tutti mescolati fra loro, «abbiamo però proposto di distinguere in modo netto tra funzione di servizio pubblico, quelle finanziate solo dal canone, e quelle commerciali, di presidio competitivo che stanno sul mercato attraverso canali e reti finanziate solo dalla pubblicità». Nei famosi cento punti della Leopolda, si legge sul sito WikiPd, però la privatizzazione c'era eccome.
 
Gori: “Alle primarie divieto di pubblicità televisiva” – Ma Rai e televisione a parte, le prossime primarie del Pd, anche per la presenza di Renzi, candidato notoriamente incline all'utilizzo dei social media, potranno essere le primarie di Internet. Gori ne è convinto solo a metà. «La dieta mediatica degli italiani – spiega – è ancora molto legata alla televisione. Ci sono 45 milioni di persone che guardano 5 ore di tv al giorno, mentre ci sono solo 13 milioni di italiani che stanno in rete 90 minuti al giorno». E la cosa più importante, tiene a sottolineare, sarà la possibilità o meno di sfruttare l'etere per la propaganda elettorale. «Credo che ci sarà tra le regole delle primarie il divieto di pubblicità televisiva, dipenderà dalle regole».

De Mauro: tra le duemila parole più usate “c..zo” e “st…zo” – Intanto, sul piccolo palco del liscio, prosegue l'intervista di Cuperlo a De Mauro. Pubblico composto e pendente dalle labbra del linguista, che nello spiegare l'attuale progetto di un vocabolario “minimo” della lingua italiana, rivela un particolare interessante sul nostro modo di declinare il linguaggio. «Abbiamo campionato più di 18 milioni di parole di varia natura e dobbiamo dire che ci sono parole molto ricorrenti». Sarebbero circa duemila secondo i ricercatori. «Non vi possiamo rinunciare» – ha detto De Mauro – «le usa il 90% della popolazione. La cosa curiosa è che a differenza delle altre lingue europee «che ne hanno altre», noi italiani abbiamo una particolarità. Quando De Mauro inizia questo discorso il pubblico tende le orecchie, perché la fiuta grossa. Ai primi posti del nostro dizionario minimo, infatti, troviamo: «c…zo, c….ta st…zo e c..o», spiega composto. «Ma c..o è una parola nobile», conclude. Risate e applausi (una volta finito di parlare) da parte del pubblico.

Tornando a Gori, a domanda secca sulla rete e sul modo di gestirla comunicativamente parlando, “Gori batte Casaleggio?”, l'ex numero uno di Canale5 risponde sicuro e divertito: «Non faccio gare con nessuno». Ma intanto con De Mauro, anche una gara non era, Gori non ha certo trionfato.

 

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