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Debiti PA: imprese toscane in attesa di ossigeno Economia

Del resto, la recente polemica intercorsa fra Grillo e il sindaco di Firenze Renzi ha almeno in parte radici proprio in questo settore, vale a dire nei ritardi dei pagamenti dei fornitori da parte del Comune.
Ma una nuova norma potrebbe costituire una svolta per questo tipo di problematiche. O un aggravio, dipendendo da come sarà applicata. Infatti, dal 1°gennaio 2013 il termine di pagamento alle imprese da parte delle pubbliche amministrazioni sarà di 30 giorni. Il decreto legislativo in merito è stato recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri.
Mauro Fancelli, presidente del CNA di Firenze, interpellato da Stamp Toscana sulla situazione in cui versa il territorio, non fa giri di parole: “I ritardi sforano ormai l’anno ( si va da 150 ad oltre 380 gg.) e pesano come un macigno sulle piccole e medie imprese (in media i crediti vantati sono pari a circa il 40% del fatturato complessivo).

La situazione ha del paradossale: visto il difficilissimo contesto economico con cui devono fare i conti, le aziende finiscono per accettare commesse pubbliche, pur sapendo che per la riscossione occorrerà attendere tempi biblici.”
Del resto in una nota  il Consiglio dei Ministri ha voluto sottolineare che “il Governo ha voluto provvedere ad una sua attuazione anticipata (del provvedimento) dal 1°gennaio 2013 in considerazione dell’importanza della normativa, nonché dell’opportunità peculiare di garantire, in questo momento, le imprese e più specificatamente le piccole e medie imprese.”
La certezza del pagamento per servizi e forniture evasi, dovrebbe infatti essere tutelata dall’ordinamento giuridico. In Italia la situazione ha, invece, del paradossale. A fronte di un quadro legislativo “intasato” per eccesso di regolamentazione, il “core” del dinamismo economico-finanziario, fatto di pagamenti e transazioni, non offre alcuna garanzia alle imprese. La situazione si complica quando nello stato di debitore si trova il pubblico.

E  le ripercussioni sul mondo dell’imprenditoria arrivano a essere letali. Fancelli spiega che “questo significa accollarsi costi subito, in vista di incassi rinviati sine die, con gravissime ripercussioni sulla tenuta dei conti aziendali. Tutto questo mentre, complice la crisi economica e finanziaria, il sistema bancario è sempre meno propenso a fronteggiare alla mancanza di liquidità, e le operazioni di affidamento legate ad anticipo fatture o contratti con le pubbliche amministrazioni si riducono fortemente o vengono concesse a costi sempre più elevati. In sostanza è come se le imprese finanziassero, in parte, le opere pubbliche.”

Nonostante il fatto che il Decreto introduca la scadenza a 30 gg. nei pagamenti delle P.A. con una maggiorazione del tasso degli interessi legali moratori che passa dal 7% all’8%, è da sottolineare che ha un ambito per il momento “restrittivo”, prevedendo che tale novità sarà valida solo per i contratti sottoscritti dal 1° gennaio 2013. Il credito delle imprese al 31 dicembre 2012 e i suoi termini di riscossione continuerà a navigare in alto mare, provocando come è successo fino ad ora un dissesto nei bilanci delle aziende che si troveranno a chiudere, pur avendo un fatturato in positivo, per mancanza di liquidità ad investire ed impossibilità a contrarre altro debito con le istituzioni bancarie. Per quanto attiene, invece, agli interessi moratori, è ormai nota la consuetudine delle P.A. di “costringere” le imprese a rinunciare agli interessi maturati, se vogliono incassare quanto fatturato e soprattutto se vogliono continuare a lavorare con gli stessi enti: pertanto ne deriva che l’introduzione dell’aumento del tasso di interesse, puo’ apparire fattore di poco conto.
In ogni caso anche se il Decreto approvato dal Governo presenta delle aporie, che potranno essere verificate in seguito in termini di efficacia nel risolvere la situazione intricata dei pagamenti, rappresenta tuttavia, uno step importante nella direzione di avvicinamento delle istituzioni alle problematiche della società economica.

Mauro Fancelli dichiara, infatti:”Salutiamo con grande, grandissima soddisfazione il passo avanti rappresentato dal recepimento della Direttiva 2011/7/Ue che, a partire dal 1 gennaio 2013, impone alle pubbliche amministrazioni di pagare entro 30 i propri fornitori. Si tratta di una misura equa che, speriamo, possa contribuire a dare una boccata d’ossigeno al sistema di piccole e medie imprese ma che rischia di infrangersi contro il muro del Patto di Stabilità, se non si procederà, altrettanto presto, ad allentarne i vincoli. Solo così gli enti pubblici potranno liberarsi dall’empasse in cui attualmente si trovano e sbloccare molte situazioni”.

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