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Debiti famiglie, in calo anche in Toscana Economia

Firenze – Debiti delle famiglie, sebbene la Toscana non raggiunga le cifre della Lombardia, la prima regione per indebitamento delle famiglie, tuttavia, fra le prime dieci province per peso dei debiti sui nuclei famigliari, ne piazza due: Prato, al quinto posto della poco ambita classifica, e Siena, che chiude la schiera, al decimo posto. Dati della Cgia di Mestre, che arrivano al 2014 partendo dal 2007 e che mostrano come la nostra regione in realtà non ha assorbito che in pochissima parte la boccata di ossigeno che invece sembra investire il dato nazionale, che dà in calo il debito in valore assoluto delle famiglie italiane nel 2014: dai 496.520 milioni del 2013, ai 493.287 del 2014.

In realtà anche le famiglie toscane hanno visto un leggero miglioramento del livello dei propri debiti rispetto al 2013: infatti, come emerge sempre dall’ufficio studi della Cgia, l’indebitamento medio nel 2014 è di 20.912 euro, rispetto al 2013, quando la media dei debiti era stimata intorno ai 20.993 euro.

Del resto, a lanciare l’allarme sull’alto debito medio delle famiglie della regione era stata, nell’ottobre del 2014, una ricerca di Codacons, in base alla quale le famiglie residenti in Toscana avevano accumulato debiti per 3 miliardi di euro, pari al 6% del totale nazionale. Il risultato era che ogni singolo residente, neonati compresi, era debitore per un importo medio di 810 euro. Circa la natura de debito, si trattava in buona parte di mancati pagamenti di rate di prestiti, mutui, acquisto di beni di largo consumo, scoperti di conti bancari, carte di credito revolving, leasing, ma anche di bollette per le utenze domestiche non saldate, oltre a debiti commerciali di varia natura. Particolarmente grave la situazione delle morosità per le utenze, per cui, in regione, erano risultati morosi 477mila residenti, considerando solo le bollette di luce, gas, acqua e telefonia.

Per quanto riguarda il dato nazionale, l’esposizione delle famiglie è stimata per un importo medio di 19.108 euro, in calo rispetto ai 19.251 euro del 2013. Nell’insieme i debiti accumulati con le banche e gli enti creditizi ammontano a 493,3 miliardi di euro.

Da segnalare anche il fatto che, sebbene le famiglie più esposte con le banche risultino in Lombardia (al primo posto Milano, seconda Monza-Brianza e terza la provincia di Lodi) non sono questi territori a destare maggiori preoccupazioni, come spiega Paolo Zabeo della Cgia. Le forti esposizioni bancarie di questi territori, soprattutto a fronte di significativi investimenti avvenuti negli anni scorsi nel settore immobiliare, non destano particolari problemi che, invece, si riscontrano in altre aree del Paese, in particolar modo nel Mezzogiorno”. Infatti, le province meno indebitate ma più “preoccupanti” sono proprio quelle del Sud Italia: a partire dalle famiglie residenti nella provincia di Reggio Calabria, con un’esposizione di 8.720 euro, a quelle di Vibo Valentia, con un debito di 8.426 euro, fino a quelle di Enna, con 8.249 euro. In effetti, il vero problema, al di là del livello di indebitamento medio per provincia, è il rapporto fra reddito e debito.

La maggiore incidenza del debito sul reddito, sottolinea Zabeo, è proprio delle famiglie più disagiate e a rischio di esclusione sociale. Un problema che affligge in particolare il Mezzogiorno, ma da cui non è esente certo il Centro-Nord. Seppure in calo a livello nazionale, infatti, il numero di tali nuclei è sempre pronto ad aumentare, “visto che gli effetti della crisi hanno accentuato, anche da noi, il divario tra poveri e ricchi”, conclude l’esponente della Cgia.

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