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Debole la domanda interna ed estera, occorre una reazione pronta Economia

Il rallentamento dell'economia industriale nel primo trimestre del 2012 condiziona pesantemente il recupero regionale per quanto riguarda i livelli pre-crisi. E' così che ha commentato i dati emersi dall'analisi condotta da Confindustria e Unioncamere il presidente degli industriali toscani  Pierfrancesco Pacini. “La produzione industriale regionale è arretrata di oltre quattro punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno; e questo ha condizionato ulteriormente il recupero dei livelli pre-crisi: la Toscana è ancora al di sotto del 18% rispetto a cinque anni fa – ricorda – e quello che maggiormente preoccupa per i prossimi mesi è il forte calo della domanda, nella quale la debolezza del mercato interno si accompagna a una significativa frenata della componente estera. Tutto questo si ripercuote sul clima di fiducia degli imprenditori, caratterizzato da un diffuso pessimismo e aggravato dal peggioramento delle condizioni dell’area Euro”. Quale potrebbe essere la ricetta per contrastare questo incardnarsi di fattori negativi?
“Occorre proseguire con le misure di risanamento, attraverso azioni strutturali centrate sulla semplificazione e una severa spending review; ma senza un’adeguata attenzione allo sviluppo, rischiamo di far avvitare l’economia su sé stessa – è il commento di Pacini – per non "morire di rigore" servono politiche anticicliche, dallo sblocco dei pagamenti pubblici al rilancio di un programma infrastrutturale; dal recupero della domanda interna al sostegno degli investimenti da parte delle nostre imprese; solo così potremo avviare la nostra economia regionale verso la svolta, rilanciando, allo stesso tempo, la nostra attrattività e il nostro posizionamento competitivo”.

E sempre sulla frenata del manifatturiero, interviene anche il presidente di Unioncamere Toscana Vasco Galgani.
“L’Italia rallenta e la Toscana non fa eccezione. Calano i fatturati delle imprese del manifatturiero regionale, che risentono della flessione dei consumi a livello nazionale e delle prime avvisaglie del decremento anche della domanda estera – annota – le conseguenze più pesanti sono per le piccole dimensioni, che necessitano quindi ancora di più di politiche di sostegno e rilancio perché il tessuto toscano fatto di piccole e medie imprese possa ripartire verso la tanto invocata crescita. Da sottolineare l’urgenza di un intervento che vada in più direzioni, per contrastare la crisi che si sta allargando per diventare generalizzata in tutti i settori, tranne alcune eccezioni positive".
Una sottolineatura giunge da Galgani sull'occupazione: "L’indagine ci fornisce dati positivi per quanto riguarda l’occupazione. Se, come suggeriscono i ricercatori, questi dipendono esclusivamente dal ritardo con cui le conseguenze della crisi impattano sui lavoratori, è necessario agire tempestivamente perché la mano lunga della recessione non causi ulteriori licenziamenti, che determinerebbero una ulteriore stretta sui consumi. La nostra economia non se lo può permettere”.

 

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