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Decadenza eseguita in blocco sfratti, nessuna risposta dall’amministrazione Breaking news, Cronaca

Firenze – Un presidio si è svolto oggi, sotto Palazzo Vecchio, per portare all’attenzione del sindaco e dei consiglieri, una storia. La storia è quella di una donna di 45 anni, che ha attraversato vari problemi nella sua esistenza tanto che è seguita dal Sert, che è stata oggetto di un’esecuzione di decadenza (in pratica, si tratta dell’allontanamento forzoso dall’abitazione in cui si abita, nel caso sia un alloggio di casa popolare, seguito dalla chiusura con porta blindata dell’accesso). Nulla di strano, dal momento che le decadenze vengono eseguite per svriati motivi, come precisa la legge regionale in merito. Ma qualcosa c’è che lascia un forte punto di domanda aperto: perché la decadenza di questa donna è stata eseguita in costanza di emergenza covid, in vigenza di un Dpcm che stabilisce il blocco degli sfratti, almeno fino al 20 dicembre?

Una domanda decisiva, dal momento che lo stesso consiglio comunale, nell’aprile scorso, ha approvato una mozione che impegnava la giunta a fare pressione sul governo per prorogare il blocco degli sfratti fino a settembre 2021. Sulla questione, il Movimento di Lotta per la Casa e la Rete Antisfratto Fiorentina hanno organizzato il presidio odierno, contestando anche le modalità con cui i vigili del nucleo speciale avrebbero eseguito la decadenza. Modalità che oggi sono state raccontate dalla signora stessa.

La questione, oggetto di un’interrogazione in consiglio comunale da parte dei consiglieri di Spc Dimitrij Palagi e Antonella Bundu, non ha avuto ad ora risposta. “Grave è la storia della donna lasciata senza un tetto, buttata fuori da una casa di Edilizia Residenziale Pubblica e lasciata per strada, ci risulta per volontà del Comune stesso, attraverso un intervento della Municipale. I movimenti di lotta per il diritto all’abitare sono arrivati fin sotto Palazzo Vecchio per capire quali erano le spiegazioni di chi governa la Città. Nessuna”. La questione verrà riportata in aula nella prossima seduta consigliare. E, promettono i movimenti , “ci saremo ancora”.

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