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Decreto “Pagavalori”, rumori di guerra dai Comuni “virtuosi” Cronaca

Il sindaco di Bagno a Ripoli, Luciano Bartolini, non ci sta. E con lui, decine di altri sindaci di Comuni virtuosi: quei comuni che hanno sempre pagato i fornitori, che non hanno mai sforato, neppure di fatto, il patto di stabilità, quelli insomma per cui le imprese possono dormire sonni tranquilli, visto che sono state pagate entro i 50 giorni previste da legge. E che ora, a seguito del decreto "Pagavalori", vale a dire di quei soldi che il Governo dà ai Comuni che invece sono in ritardo con i pagamenti e non potrebbero in altro modo pagare i propri creditori, rimangono all'asciutto.

E qual è il "premio" che i Comuni "primi della classe" vagheggerebbero? E' il sindaco di Bagno a Ripoli Bartolini a fungere da portavoce alla richiesta: "L'idea – spiega – era di riservare una quota dei 40 miliardi previsti dal Governo da destinare a questi Comuni rendendo il loro “patto di stabilità” più morbido per il 2013".

Una richiesta che prenderebbe la veste di un emendamento al decreto del governo e che è stata oggetto di un incontro avvenuto venerdì scorso fra il sindaco Bartolini e quello di Scarperia Federico Ignesti delegati di decine di altri sindaci con l'onorevole Dario Nardella. Obiettivo, appunto, come spiega Bartolini "scrivere l’emendamento al decreto “paga lavori” in modo che a beneficiare di questa boccata d’ossigeno fossero non solo i Comuni che hanno appaltato opere pubbliche non rispettando i pagamenti a 60 giorni, di fatto sforando il patto di stabilità, ma anche coloro che hanno rispettato RIGOROSAMENTE la legge e che hanno pagato tempestivamente o non hanno appaltato i lavori pur avendo soldi in cassa (è il caso di centinaia di Comuni prevalentemente di medie e piccole dimensioni, ed è il caso di Bagno a Ripoli)". 

Ma …. ma niente da fare: nell'incontro avuto con una delle vicesegretario dell'Anci nazionale Veronica Nicotra, è saltato fuori un ostacolo che, almeno apparentemente, è del tutto impossibile aggirare: un patto immodificabile tra Unione Europea e governo, per cui le risorse previste devono andare esclusivamente a pagare lavori già realizzati e non pagati. Questo perché il decreto, come riporta lo stesso Bartolini, "ha il compito prioritario di rispondere alle aziende e ai loro lavoratori"

Ma … ma, a questo punto, i sindaci "virutosi" non ci stanno. Bartolini attacca: "Siamo decisamente di fronte ad un condono verso coloro (amministratori e dirigenti) che non troppo responsabilmente hanno avviato lavori sapendo di non pagarli e contribuendo a mettere in crisi e, in taluni casi a far fallire, tante aziende". E dunque? "Una possibile modifica – prosegue il sindaco di Bagno a Ripoli – potrebbe essere quella di estendere la copertura della sanatoria anche a quei lavori già avviati prima della pubblicazione del decreto (8-aprile). Ma la cosa su cui dobbiamo insistere e lottare – conclude – è l'allentamento del patto di stabilità per tutti, ma in maniera più forte e a parità di risorse globali, per quei comuni che sono stati penalizzati in questa fase con il decreto "Pagavalori".  Non può esserci quindi l'alibi che non ci sono soldi perché il provvedimento sarebbe ad isorisorse". E promette battaglia: "Per questo ci batteremo in tutte le sedi politiche e istituzionali per le nostre comunità e per i nostri cittadini".

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