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Decreto rotte-sicure, “Sbrigati ministro” di Greenpeace ha già 17500 firme Ambiente

Greenpeace si dà da fare per sollecitare l'approvazione del decreto interministeriale Trasporti-Ambiente, predisposto in seguito al tragico naufragio della Costa Concordia del 13 gennaio all'Isola del Giglio e contenente norme "anti-inchino" (anti-accostamento a isole e coste) e per tutelare dai rischi ambientali del traffico marittimo in particolare le aree protette marine. Dopo la manifestazione di giorni fa a Roma l'associazione ambientalista internazionale ha aperto una petizione sul proprio sito web che ha già raccolto più di 17.500 firme in due giorni. Questo lo slogan, rivolto al ministro delle Infrastrutture e trasporti Corrado Passera, e l'invito al pubblico: Sbrigati Ministro. Il ritardo "Costa". Chiedi al Ministro dei Trasporti di approvare il decreto sulle rotte a rischio. “I cittadini – riferisce l'associazione – hanno chiesto al ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture di definire regole precise per la navigazione ed evitare un'altra tragedia come quella della Costa Concordia al Giglio''. Greenpeace chiede dunque di varare al più presto, in accordo con il ministero dell'Ambiente, “favorevole al decreto”, l'atteso decreto interministeriale per regolare il traffico marittimo a tutela dell'ambiente marino.
Il decreto, della cui bozza si parla dal  28 febbraio, dovrebbe essere in arrivo. Il ministro dell' Ambiente Corrado Clini, che ha aperto giorni fa un tavolo con gli armatori, nel corso dell'incontro di venerdì 27 gennaio al Ministero dell'ambiente con le delegazioni di Confitarma (Confederazione italiana armatori), guidata dal presidente Paolo D'Amico ed Ecc (European cruise council) e dal vice-presidente Pierfrancesco Vago, aveva parlato infatti di tempi brevi. "Le norme per fermare le rotte anti-inchino e per la protezione delle aree più vulnerabili dei nostri mari – ha annunciato il ministro – saranno pronte a breve". Il ministro aveva anche precisato la necessità di riparare il danno d'immagine che il tragico naufragio del 13 gennaio all'Isola del Giglio ha causato all'Italia nel mondo.  «Nella messa a punto delle regole – ha spiegato il ministro – si terrà considerazione delle sollecitazioni delle Autorità locali, delle Capitanerie di Porto e delle associazioni ambientaliste, ma l'accordo con gli armatori è il più importante e la riunione ha dato avvio a un lavoro comune di supporto alle iniziative del ministero. Se troviamo norme precondivise dagli operatori, e se gli operatori assumono l' impegno di collaborare lealmente con il governo, faremo un passo avanti importante".
Nella riunione ministro Clini-rappresentanti armatori è stato discussa anche la questione del transito marittimo pesante a Venezia, città dove l'Autorità portuale ha già deciso di deviare il traffico dal bacino di San Marco.

La bozza del decreto anti-rotte
La bozza del testo del decreto si fonda sulla facoltà riconosciuta dalla Convenzione Onu del 1982 sul diritto del mare, firmata a Montego Bay, che attribuisce agli Stati costieri la facoltà di adottare nel loro mare territoriale misure per salvaguardare la sicurezza della navigazione, assicurare la conservazione delle risorse biologiche del mare, preservare l’ambiente marino e prevenire, ridurre e controllare i fenomeni d’inquinamento del mare e delle coste, ivi incluse misure sulle rotte. Ottempera alla facoltà, prevista dal Codice della navigazione di limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il ministro dell’Ambiente, per motivi di protezione dell’ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende.
La bozza di decreto prevede la limitazione o il divieto di transito delle navi finalizzato alla protezione di aree sensibili nel mare territoriale, con una specifica tutela per le aree particolarmente vulnerabili come la laguna di Venezia e il Santuario dei Cetacei (mappa nella foto). Nella fascia di mare ricompresa “tra la costa” e “le tre miglia marine dal perimetro esterno delle aree protette nazionali, marine e costiere” sono “vietati la navigazione, l’ancoraggio e la sosta delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori alle 500 tonnellate di stazza lorda”, “fatto salvo quanto strettamente necessario all’ingresso e all’uscita dai porti ricompresi nella suddetta fascia di mare e anche limitrofi stabilito con ordinanza della Autorità marittima competente, nonchè quanto disciplinato dai soggetti gestori delle medesime aree protette”.
“Per l’ingresso e l’uscita dai porti è obbligatorio il pilotaggio per le navi superiori a 500 tonnellate di stazza lorda”, si legge nella bozza di provvedimento che contempla la deroga per “le navi militari, le navi utilizzate per finalita’ pubbliche che conducano attivita’ non commerciali e le unita’ adibite ad attivita’ di ricerca scientifica”.
Il provvedimento è infatti adottato “tenuto conto del lentissimo ricambio che caratterizza le acque del bacino del Mediterraneo e considerato il rischio di grave inquinamento dell’ambiente marino collegato al trasporto marittimo che può derivare dalle sostanze pericolose e nocive trasportate dalle navi come carico o come propellente per i fini della stessa navigazione”.
In ragione della particolare sensibilità ambientale e della vulnerabilità ai rischi leagti al traffico marittimo sono adottati vincoli particolarmente restrittivi per l’area marina protetta del Santuario dei Cetacei: secondo la bozza di decreto sulle rotte “per l’ingresso e la navigazione nell’intera area marina, le navi che trasportano in colli su ponti scoperti merci pericolose, anche su rimorchi, semirimorchi, container, camion e vagoni, devono adottare sistemi di ancoraggio di tipo approvato che ne garantiscano la massima tenuta e stabilita’ in ogni condizione meteomarina, al fine di prevenire e impedire perdite accidentali dei carichi”. Stesso discorso per l’area del canale di Piombino “per le navi in transito adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 500 tonnellate di stazza lorda è obbligatorio il pilotaggio, ad eccezione delle navi che effettuano collegamenti di linea da e per l’Arcipelago toscano”.

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Foto www.whalewatchliguria.it

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