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Decreto sviluppo, rischi per filiere agricole Politica

“Evitiamo di svilire il carattere, il valore e l’efficacia dell’art. 62 del decreto Sviluppo approvato oggi dal Senato. Questo articolo rappresenta uno strumento indispensabile per garantire la trasparenza dei rapporti all’interno delle filiere-agro-alimentari e rafforzare il potere contrattuale del mondo agricolo”. Così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi si è espresso in merito alle modifiche apportate nella discussione in Senato al provvedimento e confluite nel maxiemendamento che ha avuto il sì di Palazzo Madama (solo 127 sì e senza i voti del Pdl). Cia manifesta perplessita di fronte all’emendamento relativo alla nullità dei contratti e all’impedimento da parte del giudice di intervenire d’ufficio, perché si correrebbe il rischio di rendere meno incisivo un provvedimento fondamentale per regolamentare la cessione e il pagamento dei prodotti agricoli e alimentari nelle filiere.

"Da qui l’esigenza di migliorare il testo in sede di decreto ministeriale con proposte mirate e condivise – ha aggiunto Politi – . Bisogna fare in modo che l’art.62 funzioni realmente e che l’obiettivo prefissato dal legislatore e voluto dalla Cia e dall’intero mondo agricolo sia pienamente centrato”.
“Tuttavia, dobbiamo ancora una volta esprimere -ha rimarcato il presidente della Cia- una critica sul metodo del confronto politico che non ha visto su una materia così complessa e articolata un dialogo costruttivo e un approfondimento necessario con il mondo agricolo e con tutti gli altri soggetti della filiera”.
“A questo punto – ha rilevato Politi – crediamo, quindi, che la strada del decreto ministeriale sia l’unica percorribile per rendere il provvedimento veramente efficace. Per questo motivo sollecitiamo il governo ad adottare le correzioni necessarie per rispondere alle esigenze degli agricoltori. Da parte nostra ci sarà il massimo impegno e la fattiva collaborazione per dare all’art.62 il suo giusto valore, riequilibrando in maniera positiva i rapporti commerciali e contrattuali all’interno delle filiere agroalimentari”.

 

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