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Dedicato alla comunicazione il nuovo numero di Incontri Cultura

È dedicato al tema della comunicazione il sesto numero, appena uscito, della Rivista dell’Associazione Incontri, semestrale, pubblicata a Firenze da Polistampa. La Rivista – che si caratterizza per un orientamento cristiano (non esclusivamente cattolico) – ha carattere monografico: in ogni numero viene affrontata una “questione aperta”, sottoponendo alcune domande a varie realtà ecclesiali e non, o a singoli cattolici e laici, che esprimono la propria posizione in poche cartelle. Gli articoli affrontano il tema della comunicazione da molti punti di vista: da quello della qualità dell’informazione di giornali e televisione, ai social network, dagli aspetti religiosi della comunicazione, al legame tra comunicazione ed educazione, dall’impresa che comunica se stessa, alla difficoltà di comunicare con chi appartiene a civiltà diverse. Anche il giornalismo è stato condizionato dalle nuove tecniche, con vantaggi per l’efficienza, non sempre per la qualità del prodotto che giunge nelle nostre mani. E che cosa si può dire dell’influenza che stampa e televisione hanno nel condizionare opinioni, carattere e comportamenti dei lettori? E cosa della loro indipendenza? Nel fascicolo, gli articoli dei giornalisti Michele Brancale e Giovanni Spinoso e dello storico Giovanni Gozzini contengono materiale per dare risposte a queste domande; e non sono risposte rassicuranti. Oggi la novità principale è costituita dalla comunicazione tramite i social network, che coinvolgono molte persone in uno scambio di informazioni, opinioni, proposte di azione. L’articolo di Alberto Tonini, docente di Relazioni internazionali e presidente del Forum per i problemi della pace e della guerra, discute del ruolo che questi strumenti hanno avuto nelle rivolte popolari che hanno costituito gli eventi chiave della “primavera araba”.
A proposito di rapporti tra religione e comunicazione, l’articolo di padre Alessandro Cortesi, teologo e direttore del Centro Espaces di Pistoia, considera la compresenza di linguaggio verbale e linguaggio non verbale nella liturgia; Simona Borello, sociologa della comunicazione, mette a fuoco il tema delle omelie: la vox populi (in questo caso la voce del popolo di Dio) lamenta che il loro livello medio non sia esaltante.
L’essenzialità dell’aspetto comunicativo-relazionale nell’attività scolastica ed educativa in genere motiva l’articolo di Renzo Bonaiuti, pedagogista, mentre Vanna Boffo, studiosa di comunicazione e relazioni interpersonali nell’università di Firenze, considera il ruolo, anche educativo, della «conversazione», quella particolare modalità di dirigersi gli uni verso gli altri, dell’andarsi incontro, orientarsi, proiettarsi verso il proprio interlocutore in una situazione paritaria che ha luogo attraverso il dispiegarsi della socievolezza, della discrezione e della gratitudine.
Michael Griffiths, manager e studioso di rapporti tra etica ed economia, si occupa del sistema di comunicazioni in cui sono inserite le imprese, considerando quelle forme di comunicazione costituite dai bilanci societari e dai bilanci sociali: l’importanza di questi ultimi è cresciuta da quando si è parlato di responsabilità sociale dell’impresa. Franco Viciani riferisce di esperienze, fatte nell’ambito della sua attività presso la FAO, come interlocutore di persone appartenenti a diverse civiltà.Un articolo di Giulio Conticelli ricorda Manuela Sadun Paggi – presidente dell’Amicizia Ebraico-Cristiana e animatrice instancabile del dialogo interreligioso.
Nel fascicolo è riprodotto il testo di un’omelia di Ernesto Balducci, contenente un riferimento forte al tema del fascicolo, un’occasione di meditazione sull’esigenza di “comunicare non solo con la lingua ma con i valori”.

L'associazione Incontri

A partire da Torricelli il gruppo dei fondatori di “Incontri”, pur condividendo un orientamento cristiano, ma non esclusivamente cattolico, in questi anni non si sono limitati a promuovere discussioni soltanto su temi spirituali e teologici, anzi, l’occhio è sempre stato puntato sulla realtà sociale e sulle vicende del mondo contemporaneo, e la rivista semestrale omonima, nata nel 2009 con il sostegno di Polistampa e diretta da Piero Tani, va proprio in questa direzione, ovvero fornire strumenti per leggere, con consapevolezza, la contemporaneità con tutte le sue sfide: dalla distribuzione della ricchezza alla salvaguardia del creato, dalla necessità di un’etica condivisa ai nuovi scenari della democrazia. In modo particolare l’attività editoriale intende esprimere una chiara e serena “opzione per i poveri” ed una ferma lotta per la “giustizia intesa come prima forma della carità cristiana”, espressione matura dell'agape, anche in una prospettiva internazionale ed ecumenica. Oltre ad essere azione propositiva nei confronti dell’arcidiocesi fiorentina, ponendosi come strumento del pluralismo della chiesa locale, e mettendo in relazione le varie realtà ecclesiali, in una rete di larga collaborazione quantitativa e qualitativa, senza per questo rinunciare ad una spiccata scelta identitaria, oltre ad affrontare, in maniera semplice, alla portata di tutti, le questioni teologiche, dall’associazione, qui viste come patrimonio comune in un’epoca dove oggettivamente la fede si fa più difficile. Tale obbiettivo viene raggiunto grazie alla rete di autori su cui può contare la rivista: molti dal mondo accademico, tra cui i professori Luigi Alici, dell’Università di Macerata, Umberto Allegretti, Bruna Bocchini Camaiani, Marco Bontempi, Massimo Carli, Lucia Felici di Firenze, Luigino Bruni di Milano-Bicocca,  Massimo d’Antoni e Roberto De Vita di Siena, Andrea Giuntini di Modena e Reggio Emilia. Ma anche da quello ecclesiale, tra cui, don Basilio Petrà, don Severino Dianich, don Alessandro Andreini, don Andrea Bigalli, don Enrico Chiavacci, il domenicano Alessandro Cortesi, don Alfredo Jacopozzi, don Luca Mazzinghi, il pastore valdese Pawel A. Gajewski, tutti esperti in vari settori della teologia o della sacra scrittura. Molti anche i laici, dai politici Rosy Bindi e Severino Saccardi, ai giornalisti Michele Brancale, Claudio Turrini, Beppe Manzotti, Giovanni Ferrò, Giovanni Spinoso, alla cartonista Eugenia Romano, all’avvocato e giurista Mario Cioffi, alla mussulmana Patrizia Khadija Dal Monte, all’ebrea Manuela Sadun Paggi, e tanti altri impegnati nel mondo del volontariato e del sociale.

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