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DEF: la schizofrenia del governo giallo-verde Opinion leader

Milano – Alla pagina 81 del Documento di Economia e Finanza 2019 presentato dal Governo al Parlamento nei giorni scorsi si legge che il forte aumento degli interessi sul mastodontico debito pubblico italiano degli ultimi mesi è dovuto alle “vicende politiche che hanno caratterizzato la formazione del Governo italiano” e “l’elaborazione del programma del nuovo Governo”.

Tradotto per i non addetti ai lavori: il DEF certifica che i 17 miliardi e mezzo che gli italiani pagheranno in più per interessi tra il 2019 e io 2021 sono dovuti alla gara tra Di Maio e Salvini dell’anno scorso a chi sparava l’impegno programmatico più incompatibile con i vincoli di bilancio, all’impuntatura di entrambi con il Capo dello Stato per avere un ministro dell’Economia anti-euro, nonché alla successiva litigata tra il Governo appena nato e la Commissione UE sui contenuti della legge di bilancio. Non è l’opposizione a dirlo: lo afferma il Governo stesso, per bocca del suo ministro dell’Economia.

Già, ma sono “Governo” anche i ministri Di Maio e Salvini; i quali per la prima volta, dopo mesi di dissensi radicali su tutto, si sono trovati d’accordo per isolare Tria con un “contro-documento”: la mozione con la quale chiedono al Parlamento di approvare il DEF. Dunque, il DEF verrà approvato con una mozione ispirata a una linea di politica economica opposta. Che cosa ne pensi veramente il premier Conte, non è chiaro. È chiarissimo, invece, a tutti gli osservatori e gli operatori che a minare l’affidabilità dell’Italia e a far aumentare gli interessi sul nostro debito è oggi anche questa schizofrenia del Governo, questa sua propensione ad affermare al tempo stesso tutto e il contrario di tutto.

C’è un caso precedente di schizofrenia dell’Esecutivo, che è costato moltissimo al nostro Paese: è quello dello scontro fra il premier Berlusconi e il ministro dell’Economia Tremonti, nell’inverno e primavera 2011. E allora fu proprio l’impennata degli interessi sul debito a far cadere quel Governo.

Foto: Giovanni Tria

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