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Delibera Irpef, Grassi attacca “contra legem e iniqua” Politica

Firenze – I consiglieri comunali di “Firenze riparte a sinistra” per voce del capogruppo Tommaso Grassi contestano la famosa delibera con cui la giunta Nardella azzera dall’anno in corso (senza aspettare il 2015) l’addizionale Irpef sui redditi sotto i 25mila euro.

“La delibera è contra-legem – spiegano i consiglieri – perché viola l’articolo 1 comma 11 del D.L. 138/2011 che prevede che le aliquote dell’addizionale Irpef comunale, se differenziate, debbano ricalcare gli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli previsti dalla legge statale. Ma non esistendo lo scaglione a 25mila euro la delibera è illegittima e contro la legge. Questo nonostante, prima di essere inviata al Consiglio comunale, sia passata il vaglio degli uffici e del segretario generale”.

Ed ecco gli effetti della nuova proposta della Giunta secondo i consiglieri Grassi, Trombi e Verdi: “Si inserisce una soglia di esenzione a 25mila euro fin dal 2014. Un dato di fatto che rappresenta sulla carta una buona notizia, ma non così buona come appare. Il risultato infatti è un balzello maggiore per chi avrà un reddito superiore anche di un solo centesimo rispetto a questa soglia. A questi cittadini toccherà pagare l’aliquota dello 0,2% come tutti gli altri, compreso i redditi alti, sull’intero reddito”.

In altre parole, prosegue la nota, “chi ha un reddito di appena 25.001 euro sarà tassato come chi ne ha 100.000 e passa. Ed è “una mannaia inaccettabile”.

“Sarebbe stato ben diverso se l’Amministrazione – puntualizzano dai banchi dell’opposizione – avesse ammesso l’errore e avesse abbracciato la nostra proposta. Una soluzione percorribile, sensata, regolare e di sinistra che ripresenteremo comunque nella discussione in Consiglio comunale. Avevamo chiesto che fosse prevista, oltre alla soglia di esenzione che per noi era di 28mila euro e non 25mila, anche un’aliquota agevolata dello 0,1% per chi, pur superando quella soglia, si dovesse a trovare a pagare l’addizionale Irpef. E questo sarebbe possibile applicando progressivamente, per recuperare i fondi per i servizi e per finanziare questa operazione di equità sociale, l’innalzamento dell’aliquota per i redditi più alti”.
“Invece – incalzano Grassi, Trombi e Verdi – per la Giunta fino a 25.000 non si paga niente e chi ha un reddito di poco più elevato dovrà pagare quanto chi guadagna cinque volte tanto. Non è un’azione d’equità, né un atto di redistribuzione della tassazione a favore dei redditi più bassi. Solo l’ennesimo annuncio – commentano i consiglieri – che lascia amarezza”, perché “se un’amministrazione, piuttosto che ammettere i propri errori, seppur gravi e imbarazzanti, rilancia la propria scelta nel più spudorato stile renziano, fa apparire quella che è una toppa come un grande risultato”.

“Il risultato? – conclude infine il capogruppo Tommaso Grassi – che Nardella e la sua Giunta hanno fatto il loro annuncio spot per il 2014”. 

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