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Quattro denunce dei carabinieri nell’Aretino Notizie dalla toscana

Arezzo – Quattro denunce dei carabinieri nell’Aretino. A Bibbiena i militari hanno denunciato in stato di libertà per guida in stato di ebbrezza alcolica un ventottenne rumeno, residente in Casentino. Verso le 2.00 di oggi, mercoledì 26 novembre, l’uomo è stato fermato dai militari dell’Arma sulla strada Umbro Casentinese, nel centro abitato di Bibbiena, mentre era alla guida della propria autovettura ed è stato sorpreso con un tasso di alcool nel sangue di oltre un grammo per litro. All’uomo è quindi stata immediatamente ritirata la patente di guida.

A Badia Prataglia i carabinieri hanno poi denunciato in stato di libertà per truffa mediante carta di credito un diciottenne, moldavo, residente in provincia di Verona. A conclusione delle attività di indagine i militari dell’Arma accertavano che il 19 ottobre scorso il giovane, dopo essersi appropriato, mediante attività di phishing , dei codici del conto corrente on-line di una trentaduenne del Casentino, riusciva a prelevare la somma di 2000 euro.

A Castiglion Fiorentino hanno denunciato in stato di liberta per appropriazione di cose smarrite un minore della Valdichiana. A conclusione delle attività di indagine i militari dell’Arma effettuavano una perquisizione presso l’abitazione del minore, dove rinvenivano e sequestravano un cellulare Nokia Lumia 625, il cui smarrimento era stato denunciato il 19 settembre scorso da un 50enne, anche’gli della Valdichiana, a cui veniva subito restituito. Il giovane veniva invece deferito alla competente Autorità Giudiziaria.

A Castiglion Fibocchi, infine, i carabinieri hanno denunciato in stato di libertà un 44enne di Arezzo per lesioni personali aggravate, ingiuria e porto di oggetti atti ad offendere. Verso le 17 del 12 novembre scorso in una via del centro di Arezzo il 44enne, per futili motivi, aggrediva un 50enne , anch’egli di Arezzo, colpendolo con un bastone di legno e procurandogli lesioni giudicate guaribili in 42 giorni. A conclusione delle attività di indagine i militari dell’Arma deferivano alla Autorità Giudiziaria il responsabile.

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