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Destre in Francia e Italia, ma Verdi e liberali ago della bilancia in Europa Breaking news, Politica

Firenze – Da Firenze, la vittoria senza se e senza ma della Lega con un incredibile (ma i sondaggi lo avevano preannunciato) 34,3% assume un sapore diverso. Infatti, la Lega non sfonda in città, dove il Pd rimane saldamente ancorato al 42,1% delle preferenze, mentre la Sinistra si ritrova con un 2,6%, buono se si pensa all’1,7 dell’esito nazionale. Ma la Regione preoccupa. E preoccupa per quell’incollatura della Lega che tiene il fiato addosso a un Pd che guadagna sì, portandosi al 33,3%, ma alle spalle sente il fiato della Lega, al 31, 5%. Insomma la partita che si giocherà fra un anno per la Regione fa venire i brividi al Pd e potrebbe configurare il crollo dell’ultimo bastione “rosso” del centro Italia, dopo la resa delle Marche e la debacle della sinistra umbra.

Del resto, il dettaglio sui territori conferma la vittoria dei leghisti: Nord Ovest, 40,6% totale, primo partito in tutto le Regioni, Nord Est 41% totale e primo partito ovunque, compresi Trentino Alto Adige e la ex rossa Emilia, Italia Centrale 33,4%, primo partito ovunque eccetto la Toscana. Al Sud Salvini è sì secondo rispetto ai pentastellati, ma col massimo storico, il 22,5% nella circoscrizione Italia meridionale e il 20,8% nella Circoscrizione Isole.

Se questo è il quadro nazionale, in Europa l’onda sovranista s’allunga sì, ma non trionfa. Di fatto, tiene il blocco dei Popolari, che potranno rimanere al governo dell’Europa con l’alleanza con i socialisti, ma soprattutto con le nuove forze in crescita, vale a dire Verdi in primis ma anche liberali dell’Alde. In Germania, il voto configura due novità “attese”: da un lato, si registra l’affluenza più alta dalla riunificazione del Paese, con un 60% di votanti; dall’altra, Verdi al secondo posto, con il 20, 7% dei consensi. La prima forza politica del Paese, il centrodestra Cdu/Csu, ottiene il 27,9% dei voti, con un drenaggio di quasi 7 punti percentuali rispetto alle europee del 2014. Spd, i socialdemocratici in caduta, ottengono il 15,6%, cresce di quasi tre punti il voto di estrema destra xenofobo dell’Afd.

La sinistra si rafforza invece nella penisola iberica. In Spagna vittoria dei socialisti del premier Pedro Sanchez, crollo dei popolari, si segnala anche qui un buon dato dell’affluenza, che si assesta al 50%. Psoe vince col 32,8% lasciando il PP al 20%. In Portogallo, i socialisti si affermano al 33,2%, mentre i conservatori restano al 22, 2.

La Francia vede il trionfo di Marine Le Pen. Rassemblement National supera con il 23,2% dei voti la lista Renaissance di Emmanuel Macron che si ferma al 21,9%. La leader della destra francese avverte subito il premier, “Ora sciogliere il Parlamento”. Sorpresa dei Verdi anche in Francia, che diventano terzo partito con il 13%, debacle anche in Francia della sinistra, con i socialisti che giungono al 7%.  I socialisti fermi al 7%.

Regno Unito, verso la vittoria la destra sovranista di Farange, al 31,7%, con i laburisti già quasi al terzo posto, superati anche dal partito liberal-democratico. Mai così bassi i conservatori, mentre Verdi e indipendenti scozzesi sono in crescita.

Tirando le fila, ecco quale sarebbe il nuovo profilo del Parlamento europeo: assodato che il Partito popolare rimane il primo partito europeo e il partito Socialista il secondo, le gravi perdite subite impedirebbero di raggiungere insieme la quota necessaria per governare: per la maggioranza infatti ci vorrebbero 376 seggi, mentre i due gruppi giungono a 329 (i seggi totali sono 751). Per raggiungere la maggioranza, socialisti e popolari hanno assolutamente bisogno dei liberali dell’ALDE, che ha conseguito un’ottima performance, aggiudicandosi 107 seggi. Se poi si aggiungessero alla compagine anche i 70 seggi dei Verdi, la maggioranza sarebbe blindata, essendo sostenuta da 506 seggi. Di fatto, tutto l’equilibrio del prossimo assetto politico europeo di governo si rivela affidato a Verdi e liberali. 

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