energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Detachment – Il Distacco, un disperato dramma sulla ricerca dei rapporti umani Cinema, Cultura

“Detachment – Il Distacco” racconta la vita di alcuni insegnanti e studenti di un liceo, visti attraverso gli occhi del supplente Henry Barthes. Spostandosi da scuola a scuola, impartendo piccole perle di conoscenza ai giovani, Henry si sforza di non rimanere mai troppo tempo in un posto per evitare di creare dei legami interpersonali. Un giorno però Henry arriva sul suo nuovo posto di lavoro e si trova confrontato con tre donne che proveranno a cambiare la sua vita. Meredith, una giovane ragazza sensibile e vittima del bullismo per essere sovrappeso; Ms. Madison, una sua collega con cui sembra nascere qualcosa; e infine Erica, una giovane ragazza che sbarca il lunario prostituendosi e che viene accolta in casa da Henry.

Ritorna sugli schermi italiani Tony Kaye, regista del film nominato al premio Oscar “American History X”, con la sua nuova opera, “Detachment – Il Distacco”. E anche questa pellicola rischiava di rimanere colpevolmente inedita sul nostro territorio come tutti i precedenti lavori del regista. Infatti nessuno dei suoi film che hanno seguito “American History X” è mai stato distribuito in Italia. Siamo felici che questo embargo distributivo sia finito e che possiamo finalmente apprezzare un'opera matura e toccante come questa.

Il film prende il via con una citazione dello scrittore e filosofo Albert Camus, “Non mi sono mai sentito così distaccato dal mondo e presente a me stesso” e segna immancabilmente quella che sarà la via intrapresa dalla pellicola. Una visione esistenzialista del mondo moderno vista attraverso gli occhi di un personaggio, Henry (interpretato da un Adrien Brody in stato di grazia come non si vedeva da una pellicola come “Il Pianista”), che tenta in tutti i modi di trovare qualcosa di bello in questo mondo distrutto dagli interessi corporativi, in cui tutto è in vendita e l'amore non esiste più.
La pellicola di Kaye è uno straziante viaggio in una delle realtà più difficili, ma anche la più importante, per i giovani d'oggi: la scuola.
Si dice che la cultura e l'istruzione siano lo specchio della salute di una nazione, e se ciò è minimamente vero, allora l'Italia come gli Stati Uniti non sono messi affatto bene. Nelle scuole si creano gli adulti di domani ma oramai tra tagli, bullismo e genitori che credono che sia tutto dovuto, non sappiamo più cosa dovremo aspettarci dalle generazioni future.
Totalmente asservita agli interessi capitalisti la scuola americana è afflitta da problemi economici che spingono le scuole a trasformarsi in esamifici dove conta soltanto la media dei voti, perché una buona scuola aumenta il valore degli immobili vicino ad essa. Ma così l'interesse verso il singolo essere umano, studente o insegnante, passa in secondo piano. Ci troviamo così di fronte ad un sistema (malato) che pone l'eccellenza come obbiettivo ma lascia indietro i più svantaggiati spingendoli versi una vita da commessi di fast food.
In questo mondo alla rovescia ruota un microcosmo di personaggi alla deriva, distrutti dai propri problemi e incapaci di  confrontarsi con essi. Ognuno si chiude sempre più in sé stesso e nella sua egoistica ricerca di un posto nella società si distacca sempre più da essa.
Ma in un mondo tormentato e che sta andando allo sfascio come il nostro forse il distacco è l'unico modo per difendersi da esso. Ecco che qui nasce il quesito che accompagnerà lo spettatore per tutta la pellicola: come è possibile dimostrare il nostro interesse per la vita e per gli altri quando ci distacchiamo totalmente da essi? Quando, il distacco del titolo, smette di essere un sistema di difesa e si trasforma in pura e semplice insensibilità alle brutture della vita?

“Detachment – Il Distacco” è un film che colpisce come un pugno allo stomaco. Meraviglioso e contemporaneamente terribile, per la crudezza dei rapporti umani che dipinge, il film è tenuto in piedi da un'ottima regia, affilata come un coltello e che non cede nulla allo spettatore. A contornare il tutto un cast di grandi attori, capaci di rendere al meglio i piccoli e i grandi drammi che affliggono i loro personaggi, che hanno accettato di interpretare delle piccole parti quasi senza battute.
La pellicola vuole parlare del sistema scolastico americano ma possiamo notare innumerevoli riflessi della realtà della nostra scuola. Guardarsi allo specchio fa male ma spesso aiuta a prendere atto di quali siano i problemi che ci affliggono e forse non è ancora troppo tardi per cambiare qualcosa.

Regia: Tony Kaye
Sceneggiatura:  Carl Lund
Genere: Drammatico
Nazione: USA
Durata: 97'
Interpreti: Adrien Brody, Marcia Gay Harden, James Caan, Christina Hendricks, Lucy Liu, Blythe Danner, Tim Blake Nelson, William Petersen, Bryan Cranston, Sami Gayle, Betty Kaye
Fotografia: Tony Kaye
Montaggio: Barry Alexander Brown, Geoffrey Richman, Michelle Botticelli
Produttore: Adrien Brody, Bingo Gubelmann, Benji Kohn, Carl Lund, Chris Papavasiliou, Greg Shapiro, Austin Stark

Print Friendly, PDF & Email

Translate »