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Detenuti a Sollicciano, condizioni invivibili Cronaca

FIRENZE – Sollicciano sfora “quota mille”. Con 1056 detenuti il carcere toscano sfonda quel tetto massimo di sovraffollamento che il garante per i diritti dei detenuti, Franco Corleone, considera “tabù”. Corleone ha presentato questo pomeriggio in consiglio comunale la relazione 2010 sullo stato delle carceri; tra 20 giorni presenterà quella del 2011, ma sostanzialmente i dati da un anno all’altro non sono cambiati. Le condizioni di vita dei detenuti sono di «invivibilità assoluta», e focolai di protesta come quelli scoppiati a Parma ed Ancona rischiano di propagarsi. «Occorrono scelte politiche – ha spiegato – Si può considerare il sovraffollamento come un dato ineluttabile e costruire nuove carceri, oppure immaginare altre possibilità. Trovare forme alternative di detenzione per i tossicodipendenti, circa 300 a Sollicciano, 1500 su 4500 in Toscana, oppure ridurre i tempi di custodia cautelare, o ancora dare un domicilio ai detenuti che ne sono privi perché possano usufruire della detenzione domiciliare nell’ultimo anno di pena. Con questi interventi si risolverebbe strutturalmente il problema, ma servirebbe un tavolo Stato-Regioni». La lettera dei detenuti di Sollicciano, consegnata dal consigliere Eros Cruccolini e letta, dopo qualche voce contraria, dal presidente Giani, ripropone con forza il dramma del sovraffollamento cronico. «Su una capienza di 400 posti – scrivono – siamo in 1100. Scusate la brutalità: un suino ha diritto in allevamento a 6,2 metri quadri a capo, noi ne abbiamo 2,6». Non è solo un problema di spazi. Con questi numeri anche la gestione delle attività più semplici diventa problematica. «Basti pensare alle cucine, che devono, con le stesse strutture per 400 persone, cucinare per 1100 3 volte al giorno» o al deficit di personale, senza cui «non possiamo frequentare tutto ciò che serve al nostro reinserimento». C’è poi la questione delle madri detenute: al momento sono 4 i bambini che vivono all’interno della struttura carceraria. «Anche per loro – ha detto il garante – servirebbero strutture ad hoc». L’intervento di Corleone ha suscitato un vivo e lungo dibattito tra i consiglieri, che hanno infine approvato un ordine del giorno che impegna il Comune “Ad adoperarsi perché vengano messe in atto azioni di immediato contrasto al sovraffollamento tese ad elevare gli standard di tutela dei diritti umani nelle carceri da parte del Governo Italiano per gli Istituti di pena fiorentini”. Il Pdl ha criticato «l’approccio demagogico da parte del centrosinistra» e ha chiesto di «accendere i riflettori sulle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria, che in carcere sta per lavorare e non per scontare una pena». «Il sovraffollamento è frutto innanzitutto della catena di crimini commessi da extracomunitari, che troppo spesso in carcere stanno per pochi mesi e una volta usciti reiterano il reato» secondo la versione del consigliere di Lega Nord Toscana, Mario Razzanelli. «La nostra regione avrebbe gli strumenti per rimandare a casa gli stranieri che lo vogliono e per accogliere in strutture alternative i tossicodipendenti – ha spiegato l’assessore Saccardi – Ma su queste cose qualcuno deve metterci i quattrini e l’organizzazione». Insomma le strutture ci sarebbero, ma a fine mese qualcuno dovrebbe pur pagarle. «Il Comune – ha ricordato infine la Saccardi – spende annualmente 300mila euro in progetti dentro e fuori il carcere».

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