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Detenuti artisti per raccontare il carcere Cronaca

Firenze – Il bozzetto “Pianeta carcere” realizzato da Vincenzo, detenuto recluso nel carcere di Volterra, ha vinto il concorso di idee “Creatività in carcere” lanciato dall’Ordine degli psicologi della Toscana per la scelta del logo che accompagnerà il gruppo di lavoro “Psicologia penitenziaria”. Un gruppo di lavoro impegnato attivamente su tematiche riguardanti il carcere e la promozione del benessere dei detenuti. La cerimonia di premiazione è avvenuta nella casa di reclusione di Volterra.

«Tenendo fede al mandato deontologico di promuovere la salute di tutti i cittadini senza preclusione alcuna di tipo razziale o sociale – ha detto il presidente dell’Ordine Lauro Mengheri – si ritiene che l’istituto penitenziario sia luogo elettivo per incontrare le persone e aiutarle non solo a superare le problematicità legate alla reclusione, ma anche a sviluppare le risorse atte a diminuire la probabilità di essere in futuro di nuovo coinvolte nel sistema giustizia».

L’iniziativa, a cui hanno risposto oltre 50 detenuti di tutte le carceri toscane, aveva l’obiettivo di rappresentare il rapporto tra detenzione e psicologia, esprimendosi attraverso la grafica, la pittura e la fotografia. Tra gli interventi quello del vice sindaco del Comune di Volterra Riccardo fedeli e Maria Grazia Giampiccolo, Direttore Casa di reclusione di Volterra

I dati. Quella del disagio psicologico nelle carceri, come ha sottolineato l’Ordine degli psicologi della Toscana, rimane un’emergenza. In Toscana nel 2015 erano 415 i detenuti in attesa di primo giudizio, 271 condannati non definitivi e appellanti 271 e 148 ricorrenti. I condannati definitivi 2297, 113 gli internati. Una situazione che colpisce i professionisti operanti nel contesto inframurario nonché i detenuti. Una realtà che spesso finisce per mettere a repentaglio il benessere delle persone che vivono in questo contesto. In Italia ci sono 450 psicologi che lavorano nelle carceri, fanno sostegno, interazione fra i detenuti, diagnosi, esperti ex art. 80 e psicologi delle ASL che lavorano negli istituti penitenziari.

 

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