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D&G, polemiche e proteste, oggi flash mob e domani aperitivo popolare Breaking news, Cronaca

Firenze – Flash mob con sit in oggi pomeriggio, messo in atto dal gruppo consiliare comunale Spc e dagli attivisti di Progetto Firenze, per protestare contro gli eventi che si terrano in città, a partire da domani, sotto la regia della maison di alta moda Dolce e Gabbana. Domani sera, invece, un “aperitivo popolare” di protesta organizzato dall’attivista di Potere al Popolo e perUnaltracittà Francesca Conti, in lista Fattori per le regionali ormai prossime.

Uno striscione, srotolato dai partecipanti al flash mob odierno, recava scritto “Firenze non è in vendita”.

“Per l’ennesima volta le dichiarazioni di intenti dell’amministrazione sono rimaste parole sulla carta, prontamente smentite dalle azioni messe in campo. L’obiettivo che si sta perseguendo in ogni modo è unicamente quello di rianimare l’insostenibile modello di sviluppo basato sulla monocoltura turistica e il consumo della città. Invece di intervenire a correggerne gli eccessi e per sanare le fratture sociali accumulate negli anni, si gettano le basi per accordi che necessariamente non potranno che aggravarli. Ancora una volta – ha spiegato Grazia Galli, segretaria dell’associazione Progetto Firenze – si è scelto di girare le spalle a chi nella città vive e al futuro delle sue giovani generazioni”.

“Si ripete la logica di una città con il cappello in mano, attenta a racimolare ogni spicciolo che il turismo del lusso possa lasciar cascare. Che invita la cittadinanza del Comune e le classi lavoratrici a rassegnarsi, come se non ci sia altro futuro o alternativa” commentano i consgilieri comuali di Spc Dmitrij Palagi e Antonella Bundu.

Domani sera alle 19, in piazza della Signoria (che sembra sarà comunque quasi del tutto transennata) si terrà l’aperitivo popolare, in contemporanea con l’inizio degli eventi a Palazzo Vecchio. A organizzare l’iniziativa, la candidata della lista Toscana a Sinistra, Francesca Conti. L’attivista di potere al Popolo e di perUnaltracittà ha diramato una nota in proposito: “Non siete stati invitati al cocktail in Palazzo Vecchio? Vi invitiamo noi all’aperitivo popolare”.

“Nonostante i proclami del sindaco Nardella sulla ‘Rinascita’ di Firenze, il vizio di privatizzarla a uso e consumo dell’industria del turismo di lusso non è affatto venuto meno. Il ritorno economico sarà risibile per la città che per l’ennesima volta verrà trasformata nel parco giochi dei ricchi”, si legge nella nota.

“Per far rinascere Firenze occorre un piano comunale e regionale per la rivalorizzazione del patrimonio pubblico, in modo da farne delle case popolari e dei servizi per la residenza in tutta la città, e un sostegno reale alle attività artigianali che solo con una redistribuzione verso il basso della ricchezza potrebbero veramente rinascere” conclude Conti.

Alle contestazioni risponde il sindaco, Dario Nardella: “Non si possono volere i lavoratori della moda senza la moda. Ormai a Firenze abbiamo sdoganato da tempo l’idea che la moda sia un settore di nicchia per pochi. Abbiamo 7400 aziende della moda: andatelo a dire a 43mila lavoratori che la moda è qualcosa di esclusivo, per pochi. A questi personaggi suggerirei di parlare con i nostri artigiani e i loro dipendenti”.

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