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Di Giorgi: gli elettori del Pd non hanno capito i motivi della scissione Politica

Firenze – La  fiorentina Rosa Maria Di Giorgi è la nuova vice presidente del Senato: eletta a scrutinio segreto con 149 voti.  Era stata assessore all’Istruzione a Palazzo Vecchio nella Giunta Renzi e  prima ancora  assessore alla cultura con Domenici e Capo di Gabinetto con Mario Primicerio ed è stata Presidente della   Fondazione Orchestra   della Toscana.  Alla sua  prima legislatura come  parlamentare, dopo aver fatto parte dell’Ufficio di Presidenza ha assunto adesso questo prestigioso incarico. Ne  parliamo  con lei in questa intervista  affrontando  questioni politiche  “scottanti”  come la scissione del PD.

Lei si trova ai vertici del  Senato  e quindi a gestirne l’attività   dopo aver sostenuto la riforma  costituzionale  promossa dal Governo Renzi. Quasi un’ ironia della sorte ?  Come  concilia questo  duplice evento? 

Abbiamo sostenuto la riforma del Senato non perché eravamo contro l’istituzione, ma perché  convinti che l’assetto istituzionale del nostro Paese necessitasse di una revisione per meglio rispondere alle esigenze del nostro tempo. Quello che non è mai stato messo in dubbio però è la centralità della democrazia e l’importanza degli organi  con i quali essa si esercita. 

Proprio al Senato si prevede maggiore instabilità  per il Governo, a seguito della scissione in corso nel PD ?

La maggioranza al Senato si basa certamente su numeri più ristretti rispetto a quelli della Camera, però sono convinta che i colleghi che hanno deciso di intraprendere questo nuovo cammino non faranno mancare il loro sostegno al Governo Gentiloni che loro stessi hanno contribuito a creare. Ne sono convinta perché il programma di Governo è ambizioso proprio riguardo alle materie di carattere sociale. Parlo delle leggi oggi in discussione: contrasto alla povertà per la quale sono stanziati 2 miliardi, la legge sui minori stranieri non accompagnati e il cyberbullismo solo per fare alcuni esempi di materie in discussione nelle prossime settimane. 

Una prima questione  che si  troverà ad affrontare  è quella della costituzione del nuovo gruppo  parlamentare Dispiace quando dei colleghi di partito decidono di imboccare strade differenti. Dovremo necessariamente dialogare per il bene del Paese. La situazione è delicata e non possiamo permetterci altri errori che non verrebbero capiti sia dal nostro elettorato ma anche da tutti i cittadini

Si è detto che nello scontro in atto nel PD e nelle candidature si nota un’assenza  delle donne..  come spiega questo fatto?   Questo è un tema molto interessante che è stato affrontato anche in sede di dibattito nell’ultima Direzione Nazionale del PD. Dobbiamo ancora fare un ulteriore passo avanti nella direzione di una completa parità di genere. Questo passo però  deve essere fatto non solo dalla politica, ma da tutta la nostra società. Nei giorni scorsi noi donne del Pd abbiamo lanciato un appello all’unità che nel giro di poche ora ha raccolto 1800 firme. Nessuno però ne ha parlato, preferendo concentrarsi sullo scontro in atto per la segreteria.

Ma che giudizio politico dà della scissione?

A mio modo di vedere è stato un errore. Chi ha deciso di andarsene lo ha fatto alla vigilia del congresso sostenendo che nel PD non si può più discutere essendo diventato il partito di Renzi. Curioso perché  il Congresso è proprio il momento in cui nei partiti ci si confronta, magari ci si scontra, ma lo si fa in nome della democrazia. Andarsene  fa venir meno una parte de dibattito e con esso il concetto stesso di democrazia. Questo concetto è ben chiaro nei nostri elettori, che infatti non hanno compreso la spaccatura.

Quali scenari  si prospettano  per la politica italiana  nei prossimi mesi ?

La politica italiana deve dimostrare di saper affrontare i complessi problemi che il nostro tempo ci propone. Globalizzazioni senza controllo, migrazioni epocali cui non si stanno dando risposte all’altezza della complessità richiesta, ricchezze sempre più concentrate nelle mani di pochi e giovani senza punti di riferimento che guardano con sgomento al futuro. Un mondo in trasformazione che deve imboccare nuove rotte che diano maggiori opportunità a tutti. La politica deve rispondere con determinazione e coraggio. In questi tempi la saggezza, la lungimiranza, e la capacità di accantonare gli interessi di parte a favore del bene comune sono capisaldi su cui basare l’azione di Governo. Per noi tutti una grande sfida che può essere vinta solo con la “buona” politica e mettendo al bando tutti i populismi che stanno inquinando la nostra democrazia e determinando l’indebolimento delle istituzioni, che invece devono essere baluardo per l’attuazione dei principi costituzionali.

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