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Di Pietro, no ad alleanze con il Pd solo per i numeri Politica

 “Prima si va alle elezioni e meglio è” dice con grande decisione  Antonio Di Pietro durante l'incontro che si è tenuto questo pomeriggio all'Auditorium del Duomo per discutere del futuro del centrosinistra, in seguito alla riconferma di Pierluigi Bersani a leader dell'ormai (almeno apparentemente) certa  alleanza tra Pd e Sel. In una giornata in cui lo spread torna a salire, registrando l'impennata a 360 ppt ed il crollo di Piazza Affari, le dimissioni del governo Monti sono al centro dell'attenzione per quanto riguarda l'agone politico, non solo italiano. 

Di Pietro parla a tal proposito di morte annunciata e suggerisce a Silvio Berlusconi di non assumere i panni di leader dell'opposizione: “Berlusconi lasci fare il Di Pietro al sottoscritto! Abbiamo assistito fin troppo a voti di fiducia sui provvedimenti Monti e poi fuori dall'aula sentito i rappresentanti del centrodestra lamentarsi, ma bisognerebbe ricordare che gran parte dei provvedimenti presi da Monti rappresentano la naturale continuità delle impostazioni legislative già presenti nel programma di centrodestra”.

Ribadisce, infatti, quanto il suo partito, l'IdV, abbia invece "coerentemente mantenuto i no” all'operato del governo tecnico, “Un governo –  argomenta – retto da una maggioranza anomala, reso necessario da una scelta dei partiti di maggioranza di non tornare subito al voto del popolo e di cui oggi, ad un anno di distanza, se ne vedono i risultati come l'aumento della disoccupazione, del deficit e del debito pubblico, a cui però si aggiunge una maggiore sperequazione sociale. Mai prima d'ora il cittadino si era sentito così solo! A fronte di un immaginifico, meraviglioso governo Monti oggi abbiamo scioperi quotidiani, una Legge di Stabilità per cui sindaci si vogliono dimettere in massa e i presidenti di Regione vogliono fare ricorso alla Corte Costituzionale.”
E dunque, di fronte all'ipotesi di una ricandidatura di Monti, la risposta è sottintesa:"Se si candida, noi dell'Italia dei Valori saremo dall'altra parte". Monti, tuttavia, ha ricevuto parole di elogio anche da Bersani, ipotetico alleato di Di Pietro alle prossime elezioni.  Dunque quale sarà il vero avversario politico della campagna elettorale di Di Pietro, Berlusconi, Casini, Grillo? Di Pietro afferma, affettando sorpresa: “Vado alla ricerca di elettori, non di un avversario politico. Mi rivolgo ai cittadini, voglio fare una campagna elettorale non contro qualcuno, ma per fare qualcosa. L'Italia dei Valori è una formazione politica che si è battuta in difesa di alcuni principi sacrosanti, all'inizio era sulla tenuta della giustizia, oggi sulla tenuta della giustizia sociale!”"Vogliamo andare oltre una politica personalistica, incarnata da Silvio Berlusconi, ma superare anche una politica “ragioneristica”, svolta al mero fine di far quadrare i conti e risultato dell'appoggio di due schieramenti opposti, che hanno reso l'attuale governo tecnico, un compromesso al ribasso" spiega Di Pietro.  Emerge, tuttavia la possibilità di una coalizione elettorale con il centrosinistra di Bersani, che insieme al Sel, potrebbe vacillare nel numero di voti per le politiche al Senato, almeno in alcune regioni, quali Lombardia e Sicilia. E' dunque  ipotizzabile un'alleanza per  Di Pietro in tal senso?

Di Pietro spiega che sarà il Centrosinistra a dover chiarire le sue intenzioni, ancora circondate da un silenzio che svela, secondo il leader dell'Udc, una presunta incertezza sul come procedere. Incertezza avvalorata anche dall'assenza del Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, che avrebbe invece dovuto essere presente all'incontro. Ma Di Pietro mette le mani avanti:  “No ad accordi “matematici” per i voti. Sì a possibili alleanze programmatiche”. Resta da capire quali saranno i punti d'accordo sui contenuti, in quanto Di Pietro ha già annunciato la volontà di mettere mano alla riforma Fornero, cambiandone l'impianto che risale, come ricorda il leader dell'IdV, all'operato dell'ex-ministro Sacconi, su cui è già stata avviata la raccolta firme per la presentazione di un referendum. Un nodo, quest'ultimo, questo che la dice lunga sulla distanza dall'UdC di Casini, che invece non vede la necessità di una modifica della riforma del lavoro di recente costituzione.

L'accordo si vedrà sui contenuti e intanto Di Pietro ricorda che il suo partito, nato anni fa come Lista Di Pietro, oggi risulta una realtà strutturata sul territorio, che sta consolidando una fase di maturazione sulla base di due punti fondamentali, a detta del Segretario: la spersonalizzazione dell'IdV dall'immagine di Di Pietro stesso e la candidatura di nuovi rappresentanti scelti tra le fila delle generazioni più giovani. E' a tal proposito che era stato proposta l'idea dell'utilizzo di un nuovo simbolo per le prossime elezioni, che però per motivi di carattere tecnico-procedurali visti i tempi molto stretti, non potrà probabilmente essere sostituito.

Un nuovo IdV rappresentato sempre dal suo Gabbiano e con il nome del suo leader, ma che si apre anch'esso ai giovani, argomento quest'ultimo che pare ormai essere uno dei più dibattuti in questo inizio di campagna elettorale italiana.
Per quanto riguarda le voci circa il peso che avrà alle elezioni il cosiddetto Quarto Polo (che dovrebbe riunire le tante liste civiche presenti sul territorio nazionale) un punto interrogativo si apre sul ruolo che avrà  De Magistris nell'IdV.
Di Pietro dice di dirsi disponibile ad ascoltare le intenzioni dell'ex-magistrato, ma si attende proposte sostanziali ed accordi programmatici, è del resto ormai chiaro che De Magistris avrà una propria lista, la Lista Arancio, che vedrà mercoledì prossimo il suffragio degli elettori al congresso già indetto.
E' tuttavia probabile una alleanza elettorale, visto la vicinanza politica e le parole che si lascia scappare Di Pietro: “Del resto se non ci fossimo stati noi dell'IdV e la Fiom a sostenere la sua candidatura a sindaco di Napoli…”, forse la storia sarebbe stata un'altra.

Mentre si vocifera di una possibile candidatura di Ingroia con Di Pietro, non ancora confermata, l'appuntamento che dà il leader è per sabato a Roma. Un incontro tenuto allo scopo di incontrare tutti i rappresentanti del  partito per riassumere i punti che verranno inclusi all'interno del manifesto programmatico elettorale.

Di Pietro ricorda che non si tratta di un congresso di partito, eventi a cui non è favorevole in questo momento, vista l'ormai sopraggiunta campagna elettorale, dal momento che rischierebbero di trasformarsi in una ridicola richiesta di scambio di voti.
La giornata di sabato sarà piuttosto una convention conclusiva di 22 sabati già trascorsi e durante i quali i vari esponenti IdV delle diverse regioni italiane hanno rivolto interrogativi ai propri elettori e da cui hanno evinto le necessità e le problematiche che più stanno a cuore al loro popolo.
Di Pietro conclude così con un appello alla correttezza di tutti coloro che si candidano a diventare esponenti del suo partito, ricordando che uno dei capisaldi dell'IdV è sempre stato “il fare le cose in regola”, unico fondamento su cui poi è possibile fare battaglie a favore della giustizia, a cui oggi si aggiunge anche il baluardo di un ritorno ad una maggiore giustizia sociale.

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